5 dicembre 2022
Aggiornato 18:30
Relazioni internazionali

Vertice UE-Cina, per Pechino il dialogo è già un primo passo

La Cina sembra aver apprezzato il fatto che, in un momento di grave crisi a causa del conflitto russo-ucraino, si sia tenuto ieri un summit con l'Unione europea

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen Foto: Unione Europea

BRUXELLES - La Cina sembra aver apprezzato il fatto che, in un momento di grave crisi a causa del conflitto russo-ucraino, si sia tenuto ieri un summit con l'Unione europea. Diversamente da quanto emerso da parte europea, che ha commentato con una certa durezza nei toni, da parte cinese la valutazione sembra essere meno focalizzata sugli spigoli e più sulle prospettive di collaborazione, che però hanno come precondizione che l'Europa si doti di un protagonismo che superi l'influenza statunitense.

«E' estremamente importante e di valore il fatto che Cina e Ue possano aver avuto un dialogo in una situazione internazionale come quella attuale», scrive in un editoriale oggi il Global Times, una testata ufficiale che spesso ha posizioni piuttosto spinte. «In seguito all'esplosione della crisi ucraina, il fantasma della Guerra fredda che vaga per l'Europa sembra essere risorto. Nel contempo, la massima pressione della campagna Usa sta creando più divisioni e scontri, rendendo possibile per il fantasma della Guerra fredda vagare in più posti nel mondo», continua. «Essendo due potenze che mantengono la pace mondiale, due mercati che promuovono lo sviluppo comune e due civiltà che guidano il progresso umano, Cina e Ue possono dare grande speranza e dare garanzie alla pace mondiale e alla stabilità attraverso il loro dialogo e cooperazione».

Un'impostazione che stride con quella data dai vertici Ue - il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen - al termine del summit col presidente cinese Xi Jinping di ieri, in cui il focus era dato in particolare sulla vicenda ucraina. La Cina non ha esplicitamente condannato l'invasione russa, astenendosi in seno all'Assemblea generale dell'Onu dal voto su una risoluzione in merito, e non ha aderito alla politica delle sanzioni contro Mosca.

«E' chiaro che questo - ha detto Ursula von der Leyen durante la conferenza stampa di ieri - non è solo un momento determinante per il nostro continente, ma è anche un momento determinante per il nostro rapporto con il resto del mondo. Guardando i fatti sul campo in Ucraina, le sofferenze dei cittadini, i bombardamenti delle città, i milioni di persone costrette a fuggire, è chiaro che si tratta di un disastro umanitario creato per scelta. Noi sosteniamo l'Ucraina e il suo popolo mentre affrontano un'aggressione ingiustificata».

«Noi, l'Unione europea, siamo determinati a sostenere l'ordine multilaterale. Insieme ai nostri partner internazionali - ha ricordato -, abbiamo agito: abbiamo adottato sanzioni massicce che sono efficaci. Più di 40 paesi in totale hanno aderito a queste sanzioni. Quindi abbiamo anche chiarito che la Cina dovrebbe, se non sostenere, almeno non interferire con le nostre sanzioni. Abbiamo discusso di questo» con gli interlocutori cinesi, «e anche del fatto che nessun cittadino europeo capirebbe se vi fosse qualunque sostegno alla capacità della Russia di fare la guerra» da parte della Cina.

«Questo, inoltre - ha osservato von der Leyen -, comporterebbe un grave danno di reputazione per la Cina qui in Europa», e «i rischi reputazionali - ha sottolineato, utilizzando un termine ben noto nel linguaggio finanziario - sono anche le forze trainanti dell'esodo delle aziende internazionali dalla Russia. Il settore delle imprese segue da vicino gli eventi e valuta come si stanno posizionando i paesi».

«Questa - ha continuato la presidente della Commissione - è una questione di fiducia, di affidabilità e, ovviamente, di decisioni su investimenti a lungo termine. Consentitemi di ricordarvi - ha aggiunto - che ogni giorno la Cina e l'Unione europea scambiano beni e servizi per un valore di quasi 2 miliardi di euro, mentre il commercio tra Cina e Russia vale solo circa 330 milioni di euro al giorno».

La diplomazia Ue, dall'inizio della crisi ucraina, ha lavorato per cercare di spingere Pechino ad assumere un ruolo di mediazione, cosa che finora la Cina non ha fatto. Dal canto suo la Cina continua ad accusare gli Stati uniti di essere i reali responsabili del conflitto ucraino. E anche ieri Xi ha invitato l'Ue a emendarsi dall'influenza americana. «La Cina sostiene l'Europa, in particolare l'Ue, nel giocare un ruolo primario, e sostiene l'Europa, la Russia, gli Stati Uniti e la Nato nel tenere aperto il dialogo per gestire le tensioni che si sono create negli anni e trovare una soluzione per creare una cornice di sicurezza bilanciata, sostenibile e efficace in Europa», ha detto il presidente cinese, secondo il ministero degli Esteri di Pechino.

E, per quanto riguarda i rapporti bilaterali, «sottolineando la coerenza e la continuità della politica europea della Cina, il presidente Xi ha chiesto all'Ue di formarsi una propria percezione della Cina, di adottare una politica indipendente verso la Cina e di lavorare con la Cina per una sostenuta crescita delle relazioni Cina-Ue».