12 maggio 2021
Aggiornato 23:30
Relazioni USA-Cina

Pechino replica a Biden: non accetteremo sfide al nostro sistema politico

Nello stesso giorno in cui il numero uno della Casa Bianca ha detto nel suo discorso al Congresso che l'America è in «lotta con la Cina, la Russia e altre nazioni per conquistare il XXI secolo»

Il Presidente americano, Joe Biden, nel suo primo discorso al Congresso americano
Il Presidente americano, Joe Biden, nel suo primo discorso al Congresso americano ANSA

PECHINO - La Cina «non accetterà» una sfida «al sistema politico del Partito comunista cinese e alla sua leadership». L'ha affermato oggi Yang Jiechi, il principale consigliere in materia di politica estera del presidente Xi Jinping, nello stesso giorno in cui il numero uno della Casa Bianca Joe Biden ha detto nel suo discorso al Congresso che l'America è in «lotta con la Cina, la Russia e altre nazioni per conquistare il XXI secolo», associando questi paesi con «autocrazie».

Yang, che è un membro del Politburo quindi un funzionario di massimo livello, in un articolo pubblicato sul Quotidiano del Popolo ha affermato che le due parti dovrebbero gestire «in maniera costruttiva» le loro relazioni, ricordando la «diplomazia del ping-pong» che portò negli 1979 al stabilire relazioni diplomatiche.

Ad aprile 1971, mentre nella città giapponese di Nagoya si tenevano i mondiali di ping-pong, la delegazione Usa fu invitata a visitare la Cina. Un anno dopo fu la volta della nazionale cinese di ping-pong a visitare gli Usa.

«Cinquant'anni fa la Cina e gli Usa sono stati in grado di rompere il ghiaccio e stabilire relazioni diplomatiche dopo un lungo periodo di conflitto», ha ricordato Yang. La chiave è stata, ha continuato, «il rispetto reciproco dei differenti sistemi politici e dei modelli di sviluppo». Questo mutuo rispetto, ha detto ancora Yang, è stato sancito anche dal Comunicato di Shanghai del 1972.

«La Cina non ha intenzione di negare il sistema politico e il percorso di sviluppo degli Stati Uniti o di qualsiasi altro paese, né cerca di promuovere il sistema politico cinese e il percorso di sviluppo nel mondo», ha affermato ancora il consigliere di stato cinese. «Tuttavia - ha proseguito -, se qualcuno vuole sfidare il Partito Comunista Cinese, sistema politico e di leadership della Cina, il popolo cinese non sarà mai d'accordo. La Cina difenderà fermamente la sua sovranità nazionale, la sicurezza e gli interessi di sviluppo».

Nei primi 100 giorni di Biden alla Casa bianca, a Pechino non sono state viste discontinuità rispetto alla linea del predecessore Donald Trump. La guerra commerciale è continuata, le tensioni politiche pure. L'unico terreno su cui i due giganti sembrano disposti a cooperare è quello del cambiamento climatico. Xi ha anche partecipato al recente summit convocato da Biden sull'argomento, ma non ha messo sul tavolo nuovi impegni nell cammino verso la neutralità carbonica, che Pechino prevede di raggiungere entro il 2060.

L'ultimo vertice di alto livello in presenza tra le due amministrazioni di è avuto nel mese di aprile ad Anchorage, in Alaska. A rappresentare Pechino c'era proprio Yang assieme al ministro degli Esteri Wang Yi. Il vertice è andato male e Wang ha accusato l'amministrazione Biden di non essere ancora uscita «dall'ombra di Trump».

Divieto fornire dati alle polizie straniere senza l'ok di Pechino

Il nuovo progetto di legge sulla sicurezza dei dati cinese s'arricchisce di un nuovo emendamento: le compagnie tech potranno condividere dati stoccati nel paese con le polizie straniere soltanto previa autorizzazione da parte di Pechino. Lo scrive oggi il South China Morning Post. Si tratta di una mossa che renderà più difficile per i sistemi giudiziari e gli apparati di sicurezza esteri l'accesso a dati conservati in Cina e, quindi, perseguire anche eventuali reati.

Il Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo è arrivato alla seconda lettura della bozza questa settimana, dopo che la prima è stata effettuata a giugno dello scorso anno, hanno segnalato i media cinesi.

Il progetto di legge va letto in coordinamento con la Legge uslla protezione dei dati personali e rappresenta la prima normativa complessa sulla materia in Cina, nonostante la Repubblica popolare ospiti alcuni dei giganti tecnologici della rete che maneggiano un'enorme quantità di dati anche provenienti da fonti estere.

Secondo quanto riferito da China News Service, l'emendamento prevede una multa fino a un milione di yuan (154mila dollari) per le compagnie che trasmettono dati ad agenzie giudiziarie e di sicurezza straniere senza il consenso del governo. E' prevista anche una sanzione, di minore portata per i privati.

La normativa è destinata a entrare in palese conflitto con il CLOUD Act (Clarifying Lawful Overseas Use of Data Act) cvoluto dall'ex presidente Usa Donald Trump, che consente alle forze dell'ordine statunitensi di chiedere accesso a informazioni online a livello globale, senza discrimine rispetto a dove esse siano conservate.

La Cina ha già richiesto a compagnie straniere come Apple di conservare i dati generati localmente nel territorio della Repubblica popolare. Se la norma dovesse essere approvata così com'è, un'azienda americana come Apple potrebbe trovarsi nella condizione di dover chiedere alle autorità cinesi il via libera alla condivisione di dati da essa stessa conservati in territorio cinese.