19 gennaio 2022
Aggiornato 07:30
Rallentamento prevedibile

Frena il Pil cinese: +4.9% nel terzo trimestre, 3 punti in meno del secondo

A influenzare l'andamento deludente dell'economia è la crisi delle forniture elettriche in molte province e l'incertezza provocata dal rischio di bancarotta di un gigante del settore immobiliare come Evergrande

Banconote cinesi
Banconote cinesi Pixabay

PECHINO - La crescita economica cinese ha registrato nel terzo trimestre (luglio-settembre) un'ulteriore decelerazione, fermandosi al 4,9 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L'ha reso noto oggi l'Ufficio nazionale di statistica di Pechino. Si tratta di una netta decelerazione rispetto rispetto al +7,9 per cento registrato nel trimestre aprile-giugno di quest'anno, che segnava però un dato influenzato dal fatto che nello stesso periodo del 2020 la Cina si trovava ancora nel bel mezzo dell'epidemia Covid-19.

A influenzare l'andamento deludente dell'economia cinese, secondo gli analisti, è la crisi delle forniture elettriche in molte province e l'incertezza provocata dal rischio di bancarotta di un gigante del settore immobiliare come Evergrande.

Un rallentamento, d'altronde, era atteso anche a causa della crescita poco robusta delle vendite al dettaglio, ch è stato del 4,4 per cento. Questa frenata si era già manifestata ad agosto, quando le vendite al dettaglio avevano registrato una crescita del 2,5 per cento, ma comunque rappresenta un dato ben meno solido di quello a due cifre che era registrato fino a giugno.

Il governo cinese finora ha diffuso una previsione di crescita dell'economia per il 2021 del 6 per cento, mentre il Fondo monetario internazionale prevede una crescita dell'8 per cento. Finora, nei primi nove mesi dell'anno, l'economia cinese è cresciuta del 9,8 per cento.

Finora a tirare è stato il settore del commercio internazionale, cresciuto in termini di yuan del 23 per cento nei primi nove mesi. Anche i servizi sono cresciuti del 19,3 per cento, con in prima linea quelli legati al mondo tech.

L'ufficio statistico ha anche segnalato che, su base trimestrale, il Pil cinese è cresciuto nell'ultimo trimestre dello 0,2 per cento.

A far perdere abbrivio alla crescita, apparentemente, è stato un rallentamento in settembre, quando la produzione industriale ha registragto un +3,1 per cento rispetto al +5,3 per cento di agosto. L'indice PMI è calato in quel mese sono quota 50, un dato simbolico che fotografa nei ceti produttivi una perdita di fiducia.

La reazione ufficiale a questi dati non positivi è stata quella di minimizzare e relativizzare le cause. L'Ufficio nazionale di statistica ha puntato il dito soprattutto sulla crisi di forniture energetiche, che sarebbe «temporanea» e con un impatto «controllabile». Nei giorni scorsi, inoltre, il capo dei mercati finanziari della Banca del popolo cinese (PBOC), la banca centrale cinese, Zou Lan ha affermato che il rischio di contagio della crisi Evergrande al settore finanziario è «controllabile» perché «l'esposizione al rischio delle singole istituzioni finanziarie a Evergrande non è grande».

Goldman Sachs potrà detenere il 100% della controllata in Cina

Goldman Sachs ha ottenuto il via libera regolatorio per assumere la piena proprietà della società con cui opera in Cina, passaggio che consentirà alla grande banca d'investimento di allargare le sue attività nella Repubblica popolare. Lo scrive oggi il Financial Times.

L'autorizzazione della China Securities Regulatory Commission (CSRC) «ci permetterà di posizionarci su sulla crescita e sul successo nel lungo periodo in questo mercato, sotto un'entità di nostra completa proprietà», si legge in un memo interno di GS. «Questo - ha aggiunto - è l'inizio di un nuovo capitolo per i nostri affari dopo una joint venture di successo durata 17 anni».

Per Goldman Sachs, secondo una persona vicina alla banca, si tratta di una «pietra miliare» in un percorso che è stato avviato anche da altre realtà finanziarie occidentali, che vorrebbero trarre vantaggio da una maggiore apertura del mercato cinese, nonostante le diverse incertezze che vi si stanno verificando come la crisi Evergrande e le criticità nel settore delle forniture elettriche.

Goldman Sachs aveva presentato richiesta di poter assumere il controllo al 100 per cento della sua azienda locale, di cui aveva al momento il 51 per cento, dopo che a dicembre dello scorso anno Pechino ha annunciato che avrebbe autorizzato alle banche d'investimento straniere di detenere la completa proprietà dei propri uffici locali.

Ad agosto la JP Morgan Chase era stata la prima banca straniera a ottenere la piena proprietà della sua controllata locale.

(con fonte Askanews)