21 ottobre 2020
Aggiornato 12:00
Relazioni USA-Cina

Cina, computer e software nazionali negli uffici pubblici: 30 milioni di pc da cambiare entro il 2022

La misura, varata nei mesi scorsi ma rivelata solo ora dal Financial Times, è molto ambiziosa e sarà realizzata in tre anni, a partire dal 2020. Campi uiguri, Pechino contro il New York Times

Cina, computer e software nazionali negli uffici pubblici: 30 milioni di pc da cambiare entro il 2022
Cina, computer e software nazionali negli uffici pubblici: 30 milioni di pc da cambiare entro il 2022 ANSA

PECHINO - Il governo cinese ha ordinato a tutti gli uffici pubblici e alle istituzioni pubbliche del Paese di sostituire i computer e i sofwtare stranieri entro tre anni. Lo riporta il Financial Times. Una mossa, o contromossa rispetto a quanto deciso da Washington quest'anno, che potrebbe colpire duramente aziende americane come HP, Dell e Microsoft. Dopo che l'amministrazione Trump ha vietato alle aziende americane di fare affari con Huawei, Pechino ha deciso di sostituire tutte le tecnologie straniere con produzione locale. Secondo il Ft l'operazione riguarderà 20-30 milioni di pezzi: il 30% della sostituzione avverrà nel 2020, poi il 50% nel 2021 e il restante 20% nel 2022. L'ordine, chiamato anche «3-5-2», è arrivato dalla direzione del Partito Comunista cinese. Molti uffici pubblici cinesi utilizzano già computer prodotti dalla cinese Lenovo, ma alcuni componenti, come i processori e i drive sono prodotti da aziende americane.

Campi uiguri, Pechino contro il New York Times

Il presidente dello Xinjiang, Shohrat Zakir - rappresentante della minoranza degli uiguri - ha smentito oggi le notizie secondo le quali più di un milione di musulmani sono detenuti in campi di «formazione» cinesi nella regione. Parlando in conferenza stampa, Zakir non ha indicato il numero delle persone coinvolte, ma ha detto soltanto che un certo numero di «persone entra ed esce» da quelli che Pechino definisce «centri di formazione professionale». Le dichiarazioni di Zakir, ricorda l'Afp, fanno seguito alla pubblicazione lo scorso mese da parte del New York Times di oltre 400 pagine di documenti segreti che gettano una luce cupa sui meccanismi di monitoraggio in atto nello Xinjiang, in risposta agli attacchi attribuiti ai separatisti o islamisti dell'etnia uigura.

Il tema è tornato in auge la scorsa settimana dopo che la Camera dei rappresentanti ha approvato un disegno di legge che chiede l'imposizione di sanzioni contro alti funzionari cinesi nello Xinjiang. Esperti e organizzazioni per i diritti umani accusano Pechino di aver internato nello Xinjiang fino a un milione di musulmani, principalmente di etnia uigura. Secondo Pechino, i campi dello Xinjiang hanno lo scopo di prevenire l'estremismo e la radicalizzazione attraverso l'insegnamento del mandarino e di alcune competenze professionali. «Con l'aiuto del governo, gli studenti hanno trovato un lavoro stabile e migliorato la loro qualità di vita», ha dichiarato Shohrat Zakir. Da parte sua, Xu Hairong, leader del Partito Comunista Cinese (PCC) per la città di Urumqi, la capitale dello Xinjiang, ha criticato il New York Times per aver fatto trapelare questi documenti e ha accusato il giornale «di deformare e calunniare con malizia» i centri di formazione cinesi.

La Camera dei rappresentanti Usa ha approvato martedì in modo schiacciante un progetto di legge sugli uiguri. Il testo, che richiede sanzioni contro Pechino in risposta al trattamento riservato a questa minoranza musulmana, deve ancora essere convalidato dal Senato, dove si prevede che incontrerà un grande sostegno, prima di essere inviato a Donald Trump per la ratifica finale. In risposta, i media cinesi hanno pubblicato su Twitter dei video sottotitolati in inglese di attacchi mortali nello Xinjiang attribuiti a separatisti uiguri. E oggi, durante la conferenza stampa di Zakir, sono stati mostrati alcuni estratti di un documentario ufficiale sull'antiterrorismo nella regione.