2 giugno 2020
Aggiornato 01:30
Relazioni USA-Cina

Mike Pompeo a «testa bassa» contro Pechino

Il Segretario di Stato a tutto campo contro la Cina: dalla maniera in cui reprime il dissenso a Hong Kong alla pressione su Taiwan, dal 5G alla politica adottata rispetto al nuovo coronavirus

Mike Pompeo, Segretario di Stato americano
Mike Pompeo, Segretario di Stato americano ANSA

NEW YORK - La guerra retorica tra Usa e Cina si arricchisce ogni giorno di nuovi episodi, in una spirale di insulti e accuse reciproche che è stata accelerata ulteriormente dalla pandemia COVID-19, iniziata proprio nella Repubblica popolare. L'ultima raffica è arrivata dal segretario di Stato Mike Pompeo, che ieri ha attaccato Pechino a tutto campo: dalla maniera in cui reprime il dissenso a Hong Kong alla pressione su Taiwan, dal 5G alla politica adottata rispetto al nuovo coronavirus.

«La Cina è governata da un regime brutale, autoritario, un regime comunista dal 1949, da decenni», ha detto Pompeo, definendo Pechino «ostile alle nazioni libere». E ha accusato il Partito comunista cinese di aver contribuito alla diffusione del COVID-19, anche facendo distruggere «i campioni del virus» e di aver minacciato l'Australia semplicemente perché questa «ha chiesto un'inchiesta indipendente sull'origine del virus», ha detto il capo della diplomazia Usa.

Diritti, Hong Kong e 5G

«Il presidente Xi ha affermato questa settimana che la Cina ha agito 'con apertura, trasparenza e responsabilità'. Io vorrei che fosse così», ha puntato il dito ancora Pompeo. «Se il Partito comunista cinese - ha aggiunto - vuole dimostrare reale apertura, reale trasparenza, può facilmente tenere conferenze stampa (...) e consentire ai giornalisti di chiedere qualsiasi cosa vogliano».

Per quanto riguarda Hong Kong, Pompeo ha sostenuto che la Cina sta cercando d'intimidire i parlamentari democratici dell'ex colonia britannica perché questi si stanno opponendo a una procedura per prendere il controllo di una commissione parlamentare che deve decidere su proposte come quella di rendere reato il vilipendio all'inno nazionale cinese.

Alla lista delle accuse, poi, Pompeo ha aggiunto anche le attività tecnologiche del gigante cinese Huawei nel campo del 5G, le attività di Pechino nel Mar cinese meridionale, l'affondamento di un peschereccio vietnamita.

Senato USA approva legge che può estromettere società cinesi dalle Borse

Il Senato degli Stati Uniti ha approvato una legge che potrebbe bloccare alcune compagnie cinesi dal vendere le proprie azioni sui mercati americani. Un passo che arriva in un nuovo picco di tensioni tra Pechino e Washington.

Secondo il testo, le aziende che vorranno accedere alle borse Usa dovranno seguire gli standard americani per gli audit e le altre regolamentazioni finanziarie. Adesso la legge deve essere approvata dalla Camera dei Rappresentanti prima di essere promulgata dal presidente President Trump. La legge prevede anche che le compagnie quotate rivelino se sono controllate da stati stranieri e si applica a tutte le aziende non Usa.

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