15 settembre 2019
Aggiornato 17:30
Relazioni USA-Cina

Pechino avvisa Washington: «Hong Kong e negoziati commercio sono due questioni separate»

Commento sul Quotidiano del Popolo, dopo le parole di Trump: «Naif pensare che la Cina possa fare concessioni se loro giocassero la carta di Hong Kong»

Manifestazioni di piazza a Hong Kong
Manifestazioni di piazza a Hong Kong ANSA

PECHINO - Gli Stati uniti farebbero bene a non collegare i negoziati sul commercio alle proteste a Hong Kong. L'ha affermato oggi il giornale del Partito comunista cinese, il Quotidiano del Popolo, in un commento. «Confonderli con Hong Kong non aiuterebbe i negoziati sul commercio tra Cina e Usa», si legge. «Sarebbero naif nel pensare che la Cina possa fare concessioni se loro giocassero la carta di Hong Kong», afferma ancora il commento.

In caso di no Pechino prenderà contromisure

Pechino ha accusato nei giorni scorsi paesi stranieri, gli Stati uniti in primis, di alimentare le proteste per suscitare una «rivoluzione colorata». Nel commento, Pechino chiarisce che, a fronte delle intimidazioni, non solo la Cina dirà no, ma «prenderà anche contromisure». Ieri il presidente Usa Donald Trump ha detto che se «ci fosse una nuova piazza Tiananmen» sarebbe «molto difficile» trovare un accordo sul commercio. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Geng Shuang, dal canto suo, ha ribadito ieri che la questione di Hong Kong è «un affare puramente interno della Cina».

Gran Bretagna preoccupata da arresto dipendente consolato

La Gran Bretagna ha espresso «estrema preoccupazione» alla notizia che un dipendente del suo consolato a Hong Kong è stato arrestato in Cina. Pechino nei giorni scorsi ha accusato agenti stranieri di aver fomentato le proteste nella regione ad autonomia speciale. "Siamo estremamente preoccupati per le informazioni secondo le quali un membro della nostra squadra è stato arrestato mentre tornava a Hong Konf da Shenzhen», ha dichiarato in un comunicato un portavoce del Foreign Office.

Carrie Lam chiede il dialogo coi cittadini

Il contestato capo dell'amministrazione di Hong Kong, Carrie Lam, ha detto che intende mettere in piedi «immediatamente» una piattaforma per il dialogo coi cittadini, dopo che nel fine settimana quasi due milioni di persone sono nuovamente scese in piazza pacificamente per l'11ma settimana di proteste. Lo scrive oggi il Guardian. «Immediatamente inizierà un lavoro per costruire una piattafoma di dialogo. Noi speriamo che questo dialogo possa essere costruito sulla base di una reciproca comprensione e rispetto, per trovare una via d'uscita per Hong Kong», ha detto la Chief Executive, ogggetto di richieste di dimissioni da parte dei dimostranti.