27 ottobre 2020
Aggiornato 10:00
I dati sull'emergenza coronavirus

Coronavirus, oltre 78.800 contagiati nel mondo e 2.465 morti (perlopiù in Cina)

In calo i casi in Cina. Desta preoccupazione la situazione in Corea del Sud, che ha decretato lo stato di massimo allerta, e in Italia, dove sono state isolate diverse zone del Paese

Coronavirus, oltre 78.800 contagiati nel mondo e 2.465 morti (perlopiù in Cina)
Coronavirus, oltre 78.800 contagiati nel mondo e 2.465 morti (perlopiù in Cina) ANSA

MILANO - L'epidemia di coronavirus continua a diffondersi nel mondo, colpendo una trentina di Paesi fuori dalla Cina continentale, dove ha causato finora 2.442 decessi, su quasi 77.000 casi di contagio. Desta preoccupazione la situazione in Corea del Sud, che ha decretato lo stato di massimo allerta, e in Italia, dove sono state isolate diverse zone del Paese. Complessivamente nel mondo sono 78.872 i casi accertati finora e 2.465 i decessi, perlopiù in Cina, stando agli ultimi dati forniti dalle autorità e dai media cinesi, oltre alle comunicazioni fornite da altre autorità mondiali.

Ecco di seguito il numero dei contagi e delle vittime:

  • Cina «continentale": 76.936 contagi - 2.442 morti
  • Giappone: 751 contagi - tre morti
  • Corea del Sud: 602 contagi - cinque morti
  • Italia: 132 contagi - due morti
  • Singapore: 89 contagi
  • Hong Kong: 74 contagi - due morti
  • Iran: 43 contagi - otto morti
  • Thailandia: 35 contagi
  • Stati Uniti: 35 contagi
  • Taiwan: 28 contagi - un morto
  • Australia: 23 contagi
  • Malaysia: 22 contagi
  • Germania: 16 contagi
  • Vietnam: 16 contagi
  • Francia: 12 contagi - un morto
  • Emirati Arabi Uniti: 11 contagi
  • Macao: 10 contagi
  • Canada: 9 contagi
  • Regno unito: 9 contagi
  • Filippine: 3 contagi - un morto
  • India: 3 contagi
  • Russia: 2 contagi
  • Spagna: 2 contagi
  • Belgio: 1 contagio
  • Cambogia: 1 contagio
  • Egitto: 1 contagio
  • Finlandia: 1 contagio
  • Israele: 1 contagio
  • Libano: 1 contagio
  • Nepal: 1 contagio
  • Sri Lanka: 1 contagio
  • Svezia: 1 contagio

Xi Jinping: «La più grave emergenza sanitaria dal 1949»

L'epidemia di coronavirus rappresenta la più grave emergenza sanitaria per la Cina dalla fondazione, nel 1949, della Repubblica popolare cinese. Lo ha detto oggi il presidente Xi Jinping, ammettendo «carenze» nella risposta di Pechino all'epidemia che ha causato finora 2.422 decessi e 76.936 casi di contagio. In un vertice con i leader del partito, Xi ha ammesso che ci sono state «evidenti carenze nella risposta all'epidemia», aggiungendo che le autorità dovrebbero «imparare la lezione» e migliorare le capacità del paese di rispondere alle emergenze sanitarie. Stando a quanto riportato dall'agenzia Xinhua, il presidente ha quindi sottolineato che l'epidemia avrà ripercussioni sociali ed economiche. L'epidemia «è una crisi, una grande prova per noi», ha rimarcato.

Paziente di Hubei ha incubato coronavirus per 27 giorni

Un settantenne cinese di Hubei che ha contratto il coronavirus in questa provincia della Cina continentale ha sviluppato i sintomi solo 27 giorni dopo il contagio: lo hanno annunciato oggi le autorità locali, citate dall'agenzia Reuters. La comunità scientifica ha finora stimato che il periodo massimo di incubazione per il Covid-19 è di 14 giorni.

Un'incubazione più lunga, durante la quale un individuo portatore del virus può contaminare altre persone senza esserne consapevole, potrebbe complicare gli sforzi per contenere la diffusione dell'epidemia, che finora ha causato oltre 2.300 vittime in Cina e all'estero (due delle quali in Italia). Secondo il governo provinciale di Hubei, l'uomo di 70 anni è stato in contatto con sua sorella, malata, il 24 gennaio. Ha accusato la febbre il 20 febbraio e il virus nel suo corpo è stato riscontrato nella giornata di ieri.