Intervistato da 'Repubblica': Venuto momento di tornare a parlare
Lombardi: Ognuno può dare gli elementi che ritiene utile dare
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Il tecnico informatico della segreteria di stato Claudio Sciarpelletti rinucnai all'appello
Il tecnico informatico Sciarpelletti ha rinunciato a fare appello
Il tecnico informatico della segreteria di Stato vaticano co-imputato con il maggiordomo del Papa nel processo sulla fuga di documenti riservati della Santa Sede, ha rinunciato, lo scorso 27 novembre, a presentare appello alla sentenza di condanna per favoreggiamento. Padre Lombardi: «Questo capitolo è da considerare terminato»
Con la condanna di Claudio Sciarpelletti a quattro mesi, scontata a due mesi e sospesa in base alle norme clementi di una legge emanata da Paolo VI nel 1969, si conclude - tra luci e ombre - il processo Vatileaks sulla fuga di documenti riservati della Santa Sede
E' stato il «promotore di giustizia» Nicola Picardi, per lo più silenzioso durante il dibattimento conclusivo del processo-stralcio sulla fuga di documenti riservati del Vaticano, a rivelare chi si nascondeva dietro uno degli 'omissis' della sentenza di rinvio a giudizio pubblicata ad agosto
Ritiene di essere stato incastrato da una «informativa anonima» concepita nella segreteria di Stato. Prende le distanze dal maggiordomo del Papa. E sottolinea la sua «dedizione» alla Santa Sede. Claudio Sciarpelletti, tecnico informatico del Vaticano, il secondo imputato del caso «Vatileaks», si è espresso così, per bocca del suo avvocato
Imputato l'informatico Sciarpelletti, testi gendarmi e Polvani
Dopo la condanna del maggiordomo del Papa, parte lunedì il secondo - e, prevedibilmente, ultimo - processo vaticano relativo alla fuga di documenti riservati della Santa Sede (Vatileaks), quello a carico di Claudio Sciarpelletti, tecnico informatico della Segreteria di Stato
Sua posizione era stata stralciata da processo a maggiordomo
L'ex maggiordomo, condannato a 18 mesi di carcere con le attenuanti, non verrà licenziato
Il maggiordomo del Papa - «Paoletto» lo chiamavano in Vaticano, il «corvo» è divenuto nel gergo giornalistico - è stato arrestato il 23 maggio scorso per il furto di documenti riservati della Santa Sede e, oggi, condannato a 18 mesi di detenzione. Pena che, però, probabilmente non sconterà, perché - cristiano perdono e Realpolitik vaticana - arriverà prima la grazia sovranamente concessa dal Papa
Ridotta la pena iniziale di tre anni perché - dicono i giudici - era consapevole di aver tradito Papa Benedetto XVI. Ma il caso Vatileaks è tutt'altro che risolto
Il maggiordomo: «Non mi sento un ladro. Ho agito per amore viscerale verso la Chiesa». Padre Lombardi: Molto verossimile la grazia da parte di Benedetto XVI
Il procedimento-lampo a carico del maggiordomo del Papa, si conclude oggi, ad appena una settimana dalla prima udienza sabato scorso, dopo tre sedute, l'audizione di otto testimoni, e la deposizione dello stesso Paolo Gabriele
In una dichiarazione apparentemente contraddittoria, il maggiordomo del Papa, imputato unico per furto aggravato di documenti del Pontefice, si è dichiarato innocente ma ha riconosciuto di aver raccolto a casa sua documenti riservati della Santa Sede e del Papa e di aver tradito la fiducia di Benedetto XVI
«Lettere scritte da cardinali a Benedetto XVI per fare proposte o chiedere consigli», «risposte del Papa ai cardinali», «documenti con firma autografa del Papa», «documenti cifrati», «documenti con la scritta in tedesco 'da distruggere'»
L'ex maggiordomo denuncia di esere stato chiuso in una cella angusta con la luce sempre accesa
Mancano ancora le testimonianze di quattro gendarmi, poi ci saranno le arringhe e la conclusione
«Riguardo al furto aggravato mi dichiaro innocente. Mi sento colpevole per aver tradito la fiducia che aveva riposto in me il Santo Padre, che io sento di amare come un figlio». Il corvo del Vaticano ha precisato di non avere avuto complici ma di essere stato «suggestionato dall'ambiente»
A processo per la fuga di carte riservate della Santa Sede, ha dichiarato: «Sento di amare il Santo Padre come un figlio»
Paolo Gabriele è accusato di furto aggravato e rischia fino a 8 anni di carcere per i documenti trafugati nelle stanze di Benedetto sedicesimo
Stralciata la posizione del tecnico informatico Sciarpelletti, le udienze proseguono solo per l'ex maggiordomo Paolo Gabriele, oggi in aula
Paolo Gabriele accusato di aver trafugato le carte riservate di Benedetto XVI. Alla sbarra anche un tecnico informatico
A agosto scorso rinvio a giudizio per furto, omissis su testimoni
Arrestato e rinviato a giudizio per il furto di documenti riservati di Benedetto Sedicesimo, Gabriele durante la puntata de L'Infedele di Gad Lerner ha rivelato alcuni segreti della stanze vaticane. Servizio di Paolo Argentini
L'istruttoria condotta dalla Magistratura vaticana si conclude con un colpo di scena: se sinora l'assistente di camera di Benedetto XVI era stato presentato come l'unico indagato del caso «Vatileaks», la Santa Sede ha reso noto, ieri, che c'è una seconda persona rinviata a giudizio, Claudio Sciarpelletti, informatico, dipendente della segreteria di Stato vaticana
Rinviato a giudizio insieme al tecnico informatico della segreteria di Stato vaticana Sciarpelletti
Paolo Gabriele è ritenuto colpevole di aver trafugato i documenti riservati. Nella sua casa ritrovato un assegno del Papa. Meno grave la posizione del collega informatico
Nella Sentenza di rinvio a giudizio il colloquio con il Segretario del Papa, Monignor Genswein. Portavoce Vaticano: Passo di trasparenza come con Moneyval
Trovato un assegno da 100mila euro intestato a Ratzinger
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