20 novembre 2019
Aggiornato 14:30
Scandali vaticani

Ior, Gotti Tedeschi non è indagato per riciclaggio

Materiale sequestrato e non consegnato. Appunti di lavoro che contenevano elementi utili per controbattere alle accuse che gli erano state fatte quando è stato sfiduciato nel suo ruolo di Presidente dello Ior

ROMA - Fabio Palazzo, legale dell'ex presidente dello Ior, sottolinea in una dichiarazione diffusa oggi «il fatto che Ettore Gotti Tedeschi non ha consegnato spontaneamente, e cioè per sua decisione, alcun materiale ai magistrati: i pm di Napoli e Roma hanno acquisito tale materiale attraverso un sequestro da loro disposto all'esito delle perquisizioni eseguite su disposizione della Procura di Napoli. Tra il materiale sequestrato vi erano degli appunti di lavoro che contenevano elementi utili per controbattere alle accuse che gli erano state fatte quando è stato sfiduciato nel suo ruolo di Presidente dello Ior».

Gotti Tedeschi non è indagato - «Il Dott. Gotti Tedeschi ha risposto come persona informata sui fatti alle domande poste dai pubblici ministeri della Procura di Napoli», ha dichiarato l'avvocato Fabio Palazzo. «Il giorno 6 ha risposto alle domande poste anche dai pubblici ministeri della Procura di Roma nell'ambito di un procedimento pendente da oltre un anno nel quale il Dott. Ettore Gotti Tedeschi non è indagato che avrebbe ad oggetto ipotesi di riciclaggio. Il Dott. Gotti Tedeschi è stato interrogato con la presenza del difensore in quanto è ancora pendente il procedimento per la violazione della normativa antiriciclaggio nel quale era stato coinvolto nella sua qualità di presidente dello Ior».

Memoriale: «Se mi ammazzano cercate qui» - «Ettore Gotti Tedeschi temeva di essere ucciso e aveva preparato - come polizza sulla vita - un memoriale sui segreti dello Ior. L'ex presidente della cosiddetta banca vaticana dal settembre 2009 al maggio 2012, aveva consegnato un paio di esemplari del dossier agli amici più fidati, con una postilla a voce: 'Se mi ammazzano, qui dentro c'è la ragione della mia morte'». E' quanto scrive oggi Il Fatto quotidiano dando conto del fatto che martedì scorso una copia del dossier sullo Ior è stata trovata dai carabinieri del Noe nell'abitazione di Gotti.
«Negli ultimi mesi - si legge tra l'altro - Gotti Tedeschi aveva assoldato una scorta privata e si era rivolto a un'agenzia di investigazione per avere protezione. Sapeva bene però che i vigilantes non rappresentavano per lui una garanzia di sopravvivenza. La sua polizza sulla vita erano le carte che aveva maneggiato, i segreti che custodiva. Per questa ragione aveva stilato il memoriale». Convinto di «avere visto in Vaticano cose di cui avere paura».