27 settembre 2020
Aggiornato 22:00
Continua il processo in Vaticano

Vatileaks 2, Nuzzi e Fittipaldi: Decade l'accusa

Monsignor Vallejo, nella deposizione di ieri, afferma che non ci sono state minacce e pressioni da parte dei due giornalisti, dunque l'accusa di concorso in divulgazione di documenti riservati del Vaticano decadrebbe

ROMA - Il reato era quello di concorso in divulgazione di documenti riservati del Vaticano. Nei confronti di Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, nel corso del processo Vatileaks, «di fatto decade» l'accusa. A sostenerlo sono gli stessi giornalisti, all'indomani di una udienza-chiave del processo nel tribunale dello Stato pontificio, nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei deputati.

Nessuna minaccia
L'imputato principale del processo, il monsignore spagnolo Lucio Angel Vallejo Balda, a processo per avere dato alcuni documenti riservati ai due cronisti autori di due libri sulle malversazioni finanziarie vaticane, Via Crucis di Nuzzi (Chiarelettere) e Avarizia di Fittipaldi (Feltrinelli), ha affermato ieri di non avere ricevuto «minacce» dirette e concrete per cedere le carte. Il concorso in reato ipotizzato dal promotore di giustizia (pm), Gian Piero Milano, non può essere, ha detto oggi Fittipaldi, con Nicola Maio, assistente del monsignore, che sembra «the wrong man, l'uomo sbagliato», della vicenda, né con Nuzzi, «che non conoscevo prima del processo», e poteva essere ipotizzata, tramite «minacce», con mons. Vallejo Balda, ma «quell'accusa di fatto decade, tanto è vero che il promotore di giustizia ieri non mi ha fatto domande su eventuali pressioni e minacce».

Cade l'ipotesi di pressioni
Nuzzi, da parte sua, ha fatto riferimento a quanto gli aveva detto lo stesso Milano a inizio processo: «Voi siete qui perché Vallejo nel suo memoriale ha parlato di pressioni, caduta l'ipotesi di pressioni andate a casa». Nuzzi e Fittipaldi sono stati invitati alla sala stampa di Montecitorio dagli onorevoli Giuseppe Civati e Andrea Maestri per una conferenza stampa intitolata «Laicità e libertà d'informazione».