28 settembre 2020
Aggiornato 21:00
Le accuse alla Chaouqui

Vatileaks 2, Vallejo Balda: «Ho passato documenti perché temevo per la mia incolumità»

Vatileaks 2, arrivano le prime ammissioni da monsignor Vallejo Balda che ha sostenuto un interrogatorio fiume oggi

CITTA' DEL VATICANO «Sì, ho passato documenti ai giornalisti perché temevo per la mia vita». Interrogatorio fiume, oggi, per monsignor Vallejo Balda durante il processo Vatileaks 2. Monsignor Balda confessa di aver consegnato nelle mani del giornalista Gianluigi Nuzzi l'elenco delle cinque pagine con 87 password della sua mail alla Cosea (Pontificia Commissione referente di studio e di indirizzo sull'Organizzazione della Struttura Economico-Amministrativa). E aggiunge Balda: «Avevo la netta sensazione che li possedesse già».

La manipolazione della Chaouqui
Secondo quanto dichiarato da Balda, è stato a causa di un clima di pressioni e condizionamenti che si è visto costretto a cedere alle richieste di Francesca Chaouqui, pr ex membro della Commissione. La Chaouqui avrebbe tentato di manipolare monsignor Vellejo, minacciandolo più volte, addirittura in qualche occasione affermando di essere in grado di chiamare in ballo la mafia. «Avevo paura di essere perseguitato e per la mia integrità fisica. Avevo paura ed ero in momento di forte stress. Stavo in una situazione senza uscita», confessa Balda.

La paura del «mondo» dietro la pr
Monsignor Vellejo ha confessato indirettamente d aver avuto rapporti intimi con la Chaouqui, dichiarando che la pr aveva assunto atteggiamenti «seduttivi» nei suoi confronti. Aveva paura per la sua incolumità, Balda, a causa del «mondo» dietro la Chaouqui. Mondo del quale – secondo quanto avrebbe detto il giornalista Emiliano Fittipaldi a Vellejo – anche Nuzzi farebbe parte. Balda ha affermato anche che, al momento, sarebbe seguito da uno psichiatra in Vaticano affinché riesca a «mettere ordine nei ricordi». Si attende per domani la seconda parte dell'interrogatorio.