22 luglio 2019
Aggiornato 15:30
Inchiesta sull'appartamento del cardinale

Bertone e l'attico: «Non vado via, qui lavoro»

Di questi pagamenti Tarcisio Bertone dice di non sapere «assolutamente nulla». Il cardinale non è indagato, ma resta nell'occhio del ciclone per l'inchiesta aperta dal Vaticano sulla ristrutturazione del super attico

Il cardinale Tarcisio Bertone
Il cardinale Tarcisio Bertone Shutterstock

ROMA - Il Vaticano apre un'inchiesta sulla ristrutturazione dell'attico di monsignor Tarcisio Bertone e la risposta del cardinale non tarda ad arrivare. «Mi pare una manovra evidente per distogliere l'attenzione dal processo vatileaks. Che altro motivo ci sarebbe per uscire adesso? Bertone fa sempre notizia». Lo afferma lo stesso cardinale Tarcisio Bertone, in un'intervista al Corriere della sera, dopo la notizia, lanciata ieri dall'Espresso e confermata dal Vaticano, che la giustizia dello Stato pontificio ha iscritto nel registro degli indagati, per la ristrutturazione dell'appartamento del Segretario di Stato emerito, due ex manager dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù, Giuseppe Profiti e Massimo Spina.

Per Enoc estraneo ai fatti
L'attuale presidente dell'ospedale Bambin Gesù, Mariella Enoc, «ha riconosciuto la mia estraneità», il cardinale segretario di Stato di Francesco, Pietro Parolin, «ha detto che la questione è risolta. Saranno altri se mai a dover rispondere, io non sono sotto indagine», precisa il porporato. Che sui suoi collaboratori dell'epoca, ora indagati, commenta: «Lasciamo stare, per me è un grande dispiacere. Ma aspettiamo che le indagini vadano avanti, le spiegazioni che forniranno».

«Io non sapevo nulla»
Bertone, che spiega che non lascerà l'appartamento («Fosse per me potevo pure tornare al mio paese, è però qui ho ancora del lavoro, del resto sono quarant'anni che presto servizio in Vaticano, e poi sarebbe come dargliela vinta a tutti quelli che mi attaccano, agli avversari che vogliono solo quello...»), e precisa che la lettera a Profiti, citata dall'Espresso, «esclude» ogni coinvolgimento economico della fondazione Bambino Gesù nella ristrutturazione dell'appartamento, al contrario di come è stata presentata. Il salesiano puntualizza di aver saldato con i propri risparmi 300mila euro di fatture per la ristrutturazione, «solo dopo sono saltati fuori pagamenti ulteriori, si parlava di duecentomila e adesso vedo che sarebbero addirittura 422mila euro, più del doppio. Di queste manovre, di questa filiera di pagamenti, io non sapevo assolutamente nulla».