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E dire che Zuckerberg «era Charlie»...

Due settimane fa, il milionario inventore di Facebook si professava Charlie a piena voce; ora, invece, accetta, in Turchia, di censurare immagini del Profeta. In tema di "censura" sui social la lista dei precedenti, per Facebook e non solo, è molto lunga. Ma quando i contenuti possono risultare offensivi o intolleranti per alcune sensibilità, è giusto porre un limite? E se sì, fino a che punto?

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