29 giugno 2017
Aggiornato 12:30
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Da Brisbane guerra ai paradisi fiscali

Rilancio di crescita e lavoro, con piani di azione nazionali, anche sulle riforme, ma in base a obiettivi condivisi a livello di tutto il G20. Sono le parole d'ordine che la presidenza australiana ha voluto dare al vertice dei capi di stato e di governo che si sta aprendo a Brisbane, città costiera all'estremità orientale dell'Australia.

Prove di pace a Milano

La colazione di lavoro in Prefettura a Milano con la partecipazione dei presidenti di Russia e Ucraina, Vladimir Putin e Petro Poroshenko è terminata. Presenti, oltre al padrone di casa Matteo Renzi, Angela Merkel, Francois Hollande, David Cameron, Jose Manuel Barroso, Erman Van Rompuy e Federica Mogherini.

Barroso: "Daremo i soldi all'Ucraina"

A margine dell'incontro di stamattina tra il leader russo, Vladimir Putin, e quello ucraino, Petro Poroshenko, il presidente uscente della Commissione europea commenta il meeting e afferma che è in corso una discussione su un ulteriore sostegno economico all'Ucraina da parte dell'Ue, gli importi sono ancora da definire, ma è fondamentale risolvere la questione dell'energia.

Renzi: «Non possiamo isolare la Russia»

Il premier al termine dell'atteso incontro in Prefettura a Milano tra il leader russo, Vladimir Putin, e il presidente ucraino, Petro Poroshenko, si dice ottimista sull'esito del meeting. Renzi è convinto che si sia fatto un grande passo avanti in termini di trattative di pace. Ora è necessario dare speranza all'Ucraina, ma pensare anche ad integrare la Russia nella situazione internazionale.

«Volo MH17 abbattuto da un missile»

L'aereo di linea malese caduto in Est Ucraina uccidendo le 298 persone a bordo è stato colpito da «numerosi oggetti ad alta energia», secondo il rapporto preliminare dell'Agenzia olandese per la sicurezza aerea, che rafforza così la tesi dell'abbattimento da parte di un missile. Ieri l'Unione europea ha concordato una serie di nuove sanzioni per la guerra in Est Ucraina.

Nomine UE, vertice inutile

Renzi è apparso abbastanza irritato per l'inconcludenza della riunione, e ha criticato la sua insufficiente preparazione da parte del presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy. «Se la prossima volta ce lo dicono prima risparmiamo, possono mandarci un messaggino», ha ironizzato il Premier.

Dopo il giorno di Juncker, i leader europei alle prese con le altre nomine

L'elezione di Jean-Claude Juncker oggi a Strasburgo, con un'ampia e forte maggioranza dell'Europarlamento, alla presidenza della prossima Commissione europea non ha semplificato le trattative in corso fra i governi degli Stati membri e le «famiglie» politiche continentali per decidere le altre nomine al vertice delle istituzioni Ue, a cominciare dall'Alto Rappresentante per la Politica estera.

Renzi e la partita delle nomine europee

Una tornata di nomine che arrivasse scaglionata nel corso delle settimane indebolirebbe la strategia del presidente del Consiglio per ottenere quel «forte rinnovamento» delle istituzioni comunitarie sul quale ieri è arrivato anche il «mandato forte» del presidente Giorgio Napolitano.

Renzi e le promesse europee

Il primo risultato è che l'idea di un «manifesto» per l'Europa sia passata; il secondo è che nella bozza su cui sta lavorando Hermann Van Rompuy ci sono diversi temi cari all'Italia, a partire da una maggiore flessibilità all'interno delle regole esistenti per i bilanci; il terzo è che su questa linea anche Angela Merkel lancia segnali di distensione.

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