18 novembre 2019
Aggiornato 04:00

Renzi all'Europa: «Noi il nostro lo stiamo facendo»

Ma «la stagnazione dell'Europa si affronta con una strategia forte» di tutti i Paesi. Per questo Matteo Renzi lancia un vertice straordinario dei 28: appuntamento il 6 ottobre, in Italia, per discutere proprio della crescita. Una proposta di cui si parlerà al Consiglio UE.

ROMA - Sicuramente l'Italia «ha le sue cose da fare e le sta facendo», come confermato anche oggi con il varo della riforma della giustizia e l'ok allo Sblocca Italia, ma «la stagnazione dell'Europa si affronta con una strategia forte» di tutti i Paesi. Per questo Matteo Renzi lancia un vertice straordinario dei 28: appuntamento il 6 ottobre, in Italia, per discutere proprio della crescita. Una proposta di cui si parlerà oggi al Consiglio UE, ma di cui già oggi il premier, in qualità di presidente di turno dell'Unione, ha discusso con Hermann Van Rompuy e ha registrato il sostegno della Francia.
Il punto fermo è che «l'Italia conferma tutti i propri impegni, come detto da Padoan, in primo luogo il 3%», perchè «ci siamo salvati da soli, non ci ha salvati l'Europa» e dunque «non chiediamo niente» a Bruxelles. Ma al tempo stesso, ribadisce Renzi, serve una strategia complessiva, tenendo presente che il Patto europeo «si chiama di stabilità e crescita: non mettiamo a rischio la stabilità, ma guardiamo anche alla crescita».

NESSUN CONTRASTO CON I MINISTRI - Una richiesta per Renzi resa più forte dall'esito del Cdm di ieri, che - assicurano da palazzo Chigi - è filato liscio e senza scontri: «Nessun contrasto con i ministri», giura anche il premier. Per il quale «le riforme strutturali sono quelle costituzionali, sicuramente», ma altrettanto importanti sono quella della giustizia (varata ieri), quella della scuola (appuntamento a mercoledì prossimo) e le varie norme dello Sblocca Italia per rendere più facili gli investimenti e la realizzazione di opere pubbliche. Insomma, nonostante i dati negativi del Pil e quelli sull'occupazione e «nonostante le difficoltà e le tensioni in Europa», il premier si dice «certo» che l'Italia «è in condizioni di uscire dalla crisi». L'importante è precedere «passo dopo passo», come recita il nuovo logo che il premier invita a «registrare»: «Lo presenteremo lunedì in conferenza stampa quando racconteremo il percorso dei 1000 giorni». Perchè «non basta una legge per cambiare il Paese» ma «servono le persone e un lavoro puntuale. Passo dopo passo sarà il claim di tutti i mille giorni e il riferimento che troverete da lunedì sul sito dedicato».

RIVOLUZIONE GIUSTIZIA - Nel merito dei provvedimenti, Renzi rivendica una vera e propria «rivoluzione» per la giustizia, a partire dal decreto per il «dimezzamento» entro i mille giorni dell'arretrato della giustizia civile. Ci sono poi le nuove norme sul falso in bilancio e sulla prescrizione, le norme sulle responsabilità civile dei magistrati secondo il principio di «chi sbaglia paga» che «vale anche per i giudici», fino alla delega sulle intercettazioni ispirata dal principio che «è consentita l'intercettazione al magistrato, ma ciò che non riguarda l'oggetto del reato deve esssere pubblicato con grande attenzione. Non immaginiamo sanzioni penali. Non vogliamo mettere il bavaglio, ma non si deve ledere la privacy delle persone».

SEMPLIFICARE IL CODICE DEGLI APPALTI - Quanto allo Sblocca Italia, il dato più significativo sono i «10 miliardi che nei prossimi 12 mesi saranno destinati a sbloccare le opere». Ad esempio la Napoli-Bari e la Palermo-Messina partiranno nel 2015, con due anni d'anticipo. E poi il sostegno all'edilizia, con «l'impegno» a confermare ecobonus e altri incentivi, lo sblocco del gasdotto Tap («Il 20 sarò a Baku» per il via libera), la legge delega per «semplificare» il codice degli appalti tornando alle norme europee senza gli appesantimenti tutti italiani.