25 giugno 2017
Aggiornato 12:30
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Usa, Ferguson nel caos. Un ferito grave

L'uomo che ha sparato a un agente e poi è stato ferito dalla reazione della polizia resta in condizioni critiche, dopo che domenica sera a Ferguson la manifestazione per celebrare un anno dalla morte di Mike Brow aveva visto momenti di tensione dopo una intera giornata di proteste pacifiche

È stata la paura a muovere la mano della madre di Baltimora

Ha fatto il giro del mondo il video della donna di Baltimora che ha trascinato il figlio via dalle proteste, mentre volavano sassi sulla polizia. Toya Graham è divenuta simbolo della madre che non vuole che il figlio si arrenda alla violenza, ma anche della donna afroamericana terrorizzata dall'idea che il suo ragazzo possa fare la fine di Freddie Gray e dei tanti che l'hanno preceduto.

A Baltimora torna la calma. Per ora

Torna la calma a Baltimora dopo una giornata di rivolta, seguita al funerale di un ragazzo nero morto dopo l'arresto. In arrivo migliaia di militari della Guardia nazionale, dopo che quindici poliziotti sono stati feriti e sei sono gravi. Ventisette gli arresti, ma la polizia indagherà ancora alla ricerca degli autori delle violenze.

Obama vuole «sistemare» la questione razziale

Le vicende di Ferguson e di New York stanno riportando l'attenzione degli Stati Uniti sulla questione razziale e le migliaia di persone che protestano per le strade non vedono il presidente Barack Obama - il primo afroamericano alla Casa Bianca - come il paladino della giustizia razziale che servirebbe in questo momento. Intanto gli USA dicono basta a perquisizioni su base razziale.

Obama non andrà a Ferguson (per ora)

Da giorni è al centro del dibattito alla Casa Bianca l'opportunità di un viaggio del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nella cittadina del Missouri dove l'omicidio di un ragazzo afroamericano da parte di un poliziotto bianco ha riacceso le tensioni razziali, soprattutto dopo la decisione di un Gran giurì di non incriminare l'agente.

L'America nera continua a protestare a Ferguson

Seconda notte di tensioni nel Missouri dopo che l'agente accusato di aver ucciso il giovane afroamericano Michael Brown è stato ritenuto non perseguibile. A St. Louis ci sono stati ancora scontri, mentre nell'epicentro della protesta, Ferguson, una rafforzata presenza di agenti ha impedito che ci fossero nuove violenze.

Ferguson, seconda notte di scontri in tutto il paese

A St. Louis ci sono stati ancora scontri, mentre nell'epicentro della protesta, Ferguson, una rafforzata presenza di agenti ha impedito che ci fossero nuove violenze. Intanto le proteste si propagano a tutti gli Stati Uniti, con manifestazioni in 170 comunità, mentre il presidente Barack Obama ha detto che le violenze non hanno giustificazioni.

Ferguson, notte di violenze. Proteste in molte città USA

Dopo un'attesa estenuante, il Gran giurì ha deciso nella notte: Darren Wilson non sarà incriminato. Il poliziotto di Ferguson, che il 9 agosto ha ucciso Michael Brown, un giovane nero, disarmato, di appena diciotto anni, non sarà perseguito per omicidio perché «è stato attaccato e provocato, e ha agito secondo il manuale» ha spiegato il procuratore Robert McCulloch.

Ferguson, polizia sempre più sotto accusa

Insieme al caso di Brown sarà scrutinato attentamente anche un episodio risalente a quasi tre anni fa: Jason Moore, un trentunenne afroamericano con problemi mentali che fu colpito per tre volte con un taser perché trovato delirante per strada, e deceduto successivamente in ospedale. Il Segretario alla Giustizia Holder: «Capisco la sfiducia verso la polizia»

«Vada a Ferguson, Signor Presidente»

Editoriale di Bloomberg News in riferimento a quanto sta avvenendo in questi giorni in Missouri dopo l'uccisione del 18enne Michael Brown da parte della polizia: «Non è solo il lavoro che ha scelto di fare, ma anche quello per il quale gli americani lo hanno eletto».

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