25 febbraio 2020
Aggiornato 02:00
Dopo l'omicidio del teenager afroamericano da parte di un poliziotto bianco

La famiglia di Michael Brown fa causa alla città di Ferguson

La famiglia del teenager afroamericano ucciso da un poliziotto bianco a Ferguson, in Missouri, ha annunciato che farà causa all'amministrazione cittadina per omicidio colposo. In una nota la famiglia annuncia che depositerà «un ricorso civile contro la città di Ferguson per l'omicidio colposo di Michael Brown».

WASHINGTON (askanews) - La famiglia del teenager afroamericano ucciso da un poliziotto bianco a Ferguson, in Missouri, ha annunciato che farà causa all'amministrazione cittadina per «omicidio colposo». In una nota la famiglia annuncia che depositerà «un ricorso civile contro la città di Ferguson per l'omicidio colposo di Michael Brown». Oggi è un programma una conferenza stampa dei Brown e dei loro legali. Michael Brown, 18 anni, disarmato, fu ucciso ad agosto scorso dall'agente Darren Wilson che lo aveva fermato perchè sospettato di aver rubato una scatola di sigari. La morte del ragazzo provocò proteste in tutta America e aprì un dibattito nazionale sulle relazioni razziali e sull'uso eccessivo della forza da parte della polizia.

Legittima difesa?
Un gran giurì della Contea di Saint Louis ha deciso a novembre di non incriminare Wilson dopo che l'agente ha testimoniato affermando di aver agito par autodifesa perchè Brown aveva tentato di prendergli la pistola. Secondo altri testimoni Brown aveva già alzato le mani in gesto di resa quando Wilson sparò.

Popolazione soprattutto afroamericana, polizia bianca
Ferguson ha una popolazione di 21mila persone per due terzi afroamericana, ma la forza di polizia e gli amministratori locali sono a stragrande maggioranza bianchi. Un'inchiesta del dipartimento di Giustizia, pubblicata a marzo, sostiene la correttezza della decisione del gran giurì, affermando che non ci sono prove sufficienti per perseguire l'agente per al morte del ragazzo. Ma l'indagine mette in luce una lunga storia di pregiudizi razziali nella polizia di Ferguson e afferma che i neri venivano presi di mira per generare entrate nelle casse municipali, grazie a multe e a onorari legali. Il capo della polizia, il giudice municipale e il direttore generale della città si sono in seguito dimessi.