25 giugno 2017
Aggiornato 14:00
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Milan, c'è la Fiorentina nel mirino

In caso di vittoria sul Carpi il Milan avvicinerebbe a soli 4 punti la Fiorentina, attesa domenica dal big match con la Juve. Un’occasione d’oro in mano ai rossoneri per accorciare ulteriormente il distacco dai viola e tentare il sorpasso in volata. In palio il prezioso quinto posto in classifica che consentirebbe l’accesso all’Europa League senza i preliminari estivi.

Il Milan si muove: Mammana è da prendere subito

Galliani ha individuato il primo obiettivo per rinforzare la difesa rossonera. Ma sul giovanissimo talento argentino, sfumato il suo trasferimento invernale alla Fiorentina, ci sono numerose big europee, tra cui anche quella del Napoli. Il Milan ha ottimi rapporti con il River Plate per il caso Vangioni, ma occorre muoversi in fretta.

È un Milan a crescita zero

Il livello di crescita dei singoli giocatori rossoneri rispetto alla scorsa stagione è allarmante, specie se messo a confronto con i dati relativi ad altre due squadre che hanno appena cambiato allenatore, Napoli e Fiorentina. Da Mihajlovic serve un segnale importante anche da questo punto di vista.

Mihajlovic e Galliani alla prova del fuoco

Con una squadra rimaneggiata da infortuni e squalifiche e un centrocampo in evidente deficit di qualità, il Milan potrebbe dare una svolta definitiva alla stagione: in caso di vittoria, modulo e schemi del tecnico serbo avrebbero la meglio anche sul valore dei singoli. In caso contrario, Galliani dovrà di nuovo rispondere di un mercato poco appropriato.

Milan: Mihajlovic, tutto in 10 giorni

La bruciante sconfitta arrivata nel Trofeo Berlusconi ha aperto ufficialmente lo stato di crisi in casa Milan, amplificando a dismisura le difficoltà del tecnico serbo e di tutta la squadra rossonera. I prossimi tre turni di campionato (Sassuolo e Chievo in casa, poi Lazio fuori) diranno la verità sul futuro di Mihajlovic.

Milan ko: Mihajlovic, così non va

Inizia male la nuova avventura in rossonero del tecnico serbo, una sonora sconfitta che riporta il Milan sulla terra ed evidenzia tutti i limiti strutturali di una squadra ancora monca. L’alibi dell’espulsione di Rodrigo Ely alla fine del primo tempo non regge: fino a quel punto la Fiorentina aveva già messo tre volte l’uomo solo davanti al portiere.

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