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Fassone e Mirabelli: il futuro della panchina del Milan in 3 mosse

In tre punti chiave, definite le strategie della dirigenza rossonera per quanto riguarda il futuro del Milan. A Montella è stata concessa una fiducia a tempo per le prossime due partite, in caso di tracollo toccherà a Gattuso, preferito a Paulo Sousa e Mazzarri. E per il prossimo anno c’è Antonio Conte.

Fassone e Mirabelli con l'attuale tecnico rossonero Vincenzo Montella
Fassone e Mirabelli con l'attuale tecnico rossonero Vincenzo Montella (ANSA)

MILANO - Sono stati giorni delicati in via Aldo Rossi. La situazione tutt’altro che incoraggiante del Milan desta inquietudine nella dirigenza e a breve, a meno di un cambio di rotta tanto improbabile quanto auspicato, arriverà il tempo delle decisioni. Scelte dolorose che potrebbero segnare il futuro di una società che non può permettersi di sprecare altro tempo all’inseguimento della forma migliore.
La fitta serie di riunioni, confronti, analisi, riflessioni in Casa Milan ha comunque portato a mettere alcuni paletti precisi.

Primo punto
Il primo riguarda la fiducia a mister Montella. L’allenatore campano, individuato dalla tifoseria rossonera come il principale responsabile del tracollo rossonero di inizio stagione, è sotto la spada di Damocle dell’esonero, seppur non nell’immediato. Saranno decisive le prossime due partite che il Milan disputerà in settimana: giovedì in casa dell’Aek Atene, per il quarto turno a gironi di Europa League che in caso di successo potrebbe garantire una consistente ipoteca sul passaggio ai sedicesimi di finaleotto la lente d’ingrandimento; e a seguire domenica sera, sempre in trasferta, stavolta però in campionato e sul terreno del Sassuolo. Due match decisamente alla portata di Bonucci & soci, da vincere assolutamente per garantire all’allenatore almeno un altro paio di settimane tranquille, visto che poi arriverà la sosta per le nazionali e subito al rientro la trasferta al San Paolo contro il Napoli.

Secondo punto
Il secondo punto fermo delle strategie societarie riguarda invece l’immediato futuro in caso di malaugurato sprofondo rossonero già in questa settimana. Ebbene, i nomi che hanno preso a circolare nelle ultime settimane, su tutti quelli di Paulo Sousa e Walter Mazzarri, sono stati esclusi dalla lista dei papabili in maniera pressochè irrevocabile. In caso di esonero di Vincenzo Montella, ad assumersi le responsabilità di risollevare il Milan malaticcio e bruttarello di queste ultime settimane sarà Rino Gattuso, protagonista di un buon recupero alla guida della formazione Primavera, dopo un inizio a dir poco complicato. Ringhio ha già parlato con Mirabelli, anche se - ufficialmente - solo di questioni relative al settore giovanile, ma ormai è chiaro che l’unico candidato a sostituire Montella è proprio l’ex tecnico del Pisa.

Terzo punto
La ragione è semplice. Il Milan sta cercando un traghettatore da qui alla fine della stagione e nè Paulo Sousa, nè tantomeno Mazzarri, accetterebbero un contratto di soli sei mesi. La strategia di Fassone per la prossima stagione è chiara e prevede un nome solo per la panchina rossonera, quello di Antonio Conte, pronto a lasciare il Chelsea e la perfida terra d’Albione per tornare ad allenare in Italia. Più precisamente il Milan dove ritroverebbe il suo scudiero più fedele, Leonardo Bonucci, il quale a sua volta non perde occasione per tenere vivi i contatti con il tecnico leccese con l’obiettivo di invogliarlo ad accettare la sfida rossonera.
Non resta che augurarsi che chiunque resti sulla panchina milanista da qui alla fine della stagione riesca nel miracolo di portare la squadra in Champions League, dopodichè c’è già chi si occuperà di riportarla in cima alle gerarchie anche nel nostro campionato.