17 settembre 2019
Aggiornato 00:30
Calcio

Viola di rabbia: fuga da Firenze

In un colpo solo la Fiorentina si ritrova a fare i conti con la richiesta di cessione di Borja Valero, Bernardeschi e Kalinic. Una crescita mai avvenuta ed un futuro grigio per la società gigliata

Federico Bernardeschi e Borja Valero: il loro futuro è lontano da Firenze
Federico Bernardeschi e Borja Valero: il loro futuro è lontano da Firenze ANSA

FIRENZE - Un pomeriggio che i tifosi della Fiorentina non dimenticheranno facilmente e non per il clima torrido di questo inizio di luglio. In un colpo solo, infatti, tre pezzi da novanta della squadra viola sono usciti allo scoperto per ammettere che il loro tempo a Firenze è terminato: in ordine alfabetico, ecco Borja Valero, da settimane nel mirino dell'Inter ed ormai convinto a fare le valigie in direzione Milano, come confermato dal calciatore spagnolo stesso e dalla dirigenza gigliata. E poi la dolentissima nota che riguarda Federico Bernardeschi, il pezzo più pregiato della collezione fiorentina: "Federico ci ha detto che vuole andare via - ha detto a denti stretti Pantaleo Corvino - e non rinnoverà con noi». Se 2+2 fa ancora 4, la prossima mossa sarà la cessione, ormai scontata, del talento ex Crotone alla Juventus per una somma vicina ai 40 milioni di euro. Dulcis in fundo, poi, l'uscita allo scoperto di Nikola Kalinic che ha ammesso di voler a tutti i costi andare al Milan e di ritenere chiuso il suo ciclo in viola.

PROGETTINO - Gatte da pelare a non finire per la Fiorentina e per quel disgraziato di Pioli, tornato a Firenze dopo vent'anni e costretto a gestire una situazione complicata con una società che vorrebbe vendere, una squadra da ricostruire ed una tifoseria sul piede di guerra. Ma perchè tutto questo? Perchè la Fiorentina ha dimostrato una volta per tutte (semmai ce ne fosse ancora bisogno) di non poter ambire, almeno con questa proprietà, a traguardi di livello troppo alto: l'organico ben allestito in queste ultime due stagioni, infatti, è stato smantellato non appena gli elementi di maggior qualità hanno compiuto il passo decisivo verso la loro consacrazione, segno che a Firenze oltre una certa soglia non si può davvero andare. Lo aveva capito Vincenzo Montella e lo ha confermato Paulo Sousa, scappato in silenzio dalla Toscana dopo un anno in rampa di lancio ed un altro in cui si è reso conto che margini di miglioramento non ce n'erano, soprattutto a livello di ambizioni e di progetto. E se è vero che in Italia dopo la Juve si fa fatica a vedere un'organizzazione vincente, compreso l'Iperuranio di un Napoli che sarà pure tanto bello ma che di trofei a casa non ne porta neanche l'ombra, a maggior ragione quello della Fiorentina appare come un progetto ancora più piccolo, un progettino in un ingranaggio enorme come l'alta classifica della serie A. I viola ripartiranno da volti come quello di Giovanni Simeone, forse di Matteo Politano e Donsah, vale a dire i Borja Valero e i Bernardeschi di ieri: tutta gente che userà Firenze come trampolino di lancio verso una carriera da grandi, ma rigorosamente altrove.