17 febbraio 2020
Aggiornato 19:30
Calcio - Serie A

La crescita del Milan di Montella passa dalla difesa

I rossoneri concludono la terza partita consecutiva senza prendere gol a conferma di un’impostazione tattica molto più saggia dietro, senza per questo perdere di freschezza ed incisività in avanti. Merito dell’allenatore Montella che sembra aver fatto il definitivo salto di qualità verso l’olimpo dei grandi tecnici.

MILANO - Non c’è due senza tre, quante volte l’abbiamo sentito ripetere nei corridoi di Milanello negli ultimi anni. Dopo lunghe stagioni di sofferenza e arrivati al gran giorno di Fiorentina Milan sull’onda dell’entusiasmo per due vittorie consecutive e due match chiusi mantenendo perfino la porta inviolata, è sembrato logico invocare ancora una volta il proverbio con l’augurio di prolungare la striscia. La speranza è stata disattesa solo a metà, perché è vero che i ragazzi di Montella non sono riusciti ad espugnare il Franchi di Firenze, ma - grazie al palo che ha frenato la corsa di quel pallone velenoso sul rigore calciato da Ilicic - Gigio Donnarumma è uscito per la terza volta di seguito senza aver subito reti. In considerazione di tutte le difficoltà mostrate dal Milan a inizio stagione, un evidente e concreto passo in avanti.

La classifica di Sky

Secondo una curiosa e quanto mai affascinante classifica di Sky, che premia soprattutto le partite chiuse senza gol al passivo, il Milan sarebbe secondo in graduatoria al pari del Napoli e secondo - di pochissimo - solo alla favoritissima Juventus. Lungi dal volerci far abbagliare da certi numeri probabilmente fuorvianti, ma quello che è emerso alla fine della partita del Franchi è che il lavoro fatto da Montella sulla fase difensiva dei rossoneri si sta rivelando estremamente efficace.

Bloccata la Viola

Intanto perché stavolta di fronte c’era una Fiorentina forte, potenzialmente una diretta concorrente per un posto in Europa l’anno prossimo, e poi perché Paulo Sousa ha fatto di tutto per cercare di vincere il match e portare a casa i tre punti. Basti pensare che alla fine i viola schieravano il centrocampista Sanchez in mezzo alla difesa, il trequartista Borja Valero a fare filtro in mezzo al campo e una batteria di attaccanti composta da Bernardeschi, Tello, Kalinic e Babacar. Una forza d’urto impressionante, eppure il Milan dei giovani ha retto, guidato da un Gianluigi Donnarumma sempre più fenomenale e rassicurante.

La fase difensiva regge

Non che i problemi lì dietro siano mancati, anzi. Se volessimo mettere in fila tutti gli errori commessi dai rossoneri ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. A cominciare da quel Mattia De Sciglio, protagonista di un inizio horror che ha evocato in tutti gli osservatori l’immagine macabra del terzino timido e impacciato visto a Milanello prima dell’Europeo. Ma esente da sciocchezze non è stato neppure l’osannato Calabria, protagonista di un ottima partita contro la Lazio e ieri invece distratto e insicuro, tanto da causare per una leggerezza imperdonabile il rigore poi scagliato contro il palo da Ilicic. 

Il filtro a metà campo

Per fortuna che i due centrali hanno tenuto. Sia Paletta che Romagnoli hanno regalato una sensazione di tranquillità a tutta la squadra, protetti dall’ottimo e prezioso lavoro in copertura di capitan Montolivo (guardare per credere le due scivolate salva gol in appena 30 secondi verso la metà del secondo tempo) e di Juraj Kucka, solido come un blocco di granito a custodire il risultato e i suoi compagni della retroguardia. Ma anche di Giacomo Bonaventura, messo in campo con scopi più spiccatamente offensivi, ma sempre il primo ad andare a pressare Badelj al momento dell’impostazione dell’azione viola.

Armonia di gruppo

Il vero segreto del Milan attuale è proprio questa totale armonia di gruppo, la disponibilità di tutti i giocatori a lottare compatti per un bene comune, la voglia di aiutarsi e guardarsi le spalle a vicenda, quello che più banalmente viene definito come gioco di squadra. Montella, allenatore storicamente più attento alla fase offensiva che a quella difensiva, sembra aver capito che per fare il definitivo salto di qualità verso l’olimpo dei grandi tecnici, è fondamentale ottenere la partecipazione di tutti, innanzitutto a protezione del proprio fortino, e poi - conseguentemente - alla costruzione del gioco. Se i nuovi proprietari cinesi gli metteranno a disposizione, magari già a gennaio, un paio di innesti di qualità in difesa e a centrocampo, il Milan potrà dire la sua anche nella corsa verso l’Europa che conta.