22 ottobre 2019
Aggiornato 06:30

Milan: tutti gli indizi non portano a Montella

Cambio di panchina ormai certo per i rossoneri. L’idea della dirigenza è proseguire con l’attuale guida tecnica fino a giugno e poi scegliere altro, ma improvvisi ribaltoni non sono da escludere se i risultati continuassero nella pessima piega dell’ultimo periodo

Vincenzo Montella, secondo anno sulla panchina del Milan
Vincenzo Montella, secondo anno sulla panchina del Milan ANSA

MILANO - La panchina di Vincenzo Montella è sempre più a rischio, nonostante le rassicurazioni della società che, sempre più debolmente, difende l’operato del tecnico campano, autore di un inizio di stagione pessimo con un Milan rinforzato e per nulla convincente, relegato a metà classifica come gli ultimi anni. Le gare contro Chievo e Juventus potrebbero risultare decisive per il futuro del tecnico, su cui incombe un’ombra gigantesca ma lontana nel tempo come Antonio Conte, l’obiettivo numero uno della dirigenza rossonera per l’anno prossimo. Marco Fassone ha un’idea ben precisa in mente: andare avanti con Montella fino a giugno e poi portare Conte (in rotta col Chelsea) a Milanello; ma qualora l’encefalogramma milanista dovesse continuare ad essere piatto come ora, soprattutto per quel che riguarda i risultati, il cambio di panchina potrebbe avvenire anche prima, magari già prima della fine del mese. Montella rischia il taglio e rischia grosso, anche se le alternative non sono poi un granchè, anche se l’intenzione della società sarebbe quella di non rompere equilibri nello spogliatoio. Ma se fosse necessaria una scossa, il Milan cambierà prima e già diversi allenatori hanno fatto capire indirettamente di essere pronti a subentrare al tecnico napoletano: Mazzarri rimanda la sua risposta all’Everton che gli fa la corte da una settimana, Paulo Sousa ha chiuso anticipatamente il suo ruolo di commentatore televisivo e anche Guidolin ha recentemente affermato di voler tornare ad allenare in serie A. Tutti tecnici che aspirano almeno a firmare un biennale col Milan, richiesta che blocca e frena Fassone, convinto che il futuro per la panchina rossonera debba essere solo e soltanto Conte, imprendibile però ora; ma qualora le cose precipitassero, a Milanello potrebbero anche rischiare col traghettore per poi prendere ugualmente Conte a giugno, esonerando il subentrato (stile Inter con Pioli l’anno scorso). Infine, l’opzione legata a Gennaro Gattuso, allenatore della Primavera del Milan, ancora inesperto ma soluzione ideale per una semplice opera di tamponatura provvisoria, in attesa della svolta ormai attesa da tutti e che risponde al nome e cognome di Antonio Conte.