24 ottobre 2020
Aggiornato 20:01
Calcio | Serie A

Senza gioco e identità, è un Milan a crescita zero

Secondo le statistiche, MIhajlovic ha attualmente il peggior rendimento tra gli ultimi 4 tecnici rossoneri. La sensazione di inquietudine che serpeggia tra i tifosi rossoneri aumenta guardando il rendimento della squadra: nessun passo in avanti rispetto al precampionato, anzi. E intanto il presidente Berlusconi si dice fiducioso…

MILANO - Quando si dice che le soste del campionato dedicate alle nazionali sono una manna dal cielo per gli allenatori dei club, non sempre si è nel giusto. Per informazioni chiedere a Sinisa Mihajlovic, messo con le spalle al muro dal presidente Berlusconi dopo la sonora batosta incassata a San Siro dal Napoli e chiamato a risolvere in fretta tutte le problematiche tecnico-tattiche di una squadra senza nè capo né coda.

È un Milan senza gioco…
Inutile girarci intorno, al di là dei risultati - comunque deprimenti -, il nuovo Milan targato Mihajlovic è riuscito in queste prime sette giornate a mettere in mostra tutti i limiti di una squadra ancora alla ricerca di una propria identità. Non c’è pressing, non c’è tattica del fuorigioco, non ci sono sovrapposizioni sulle fasce, non c’è movimento senza palla, non ci sono tagli, non ci sono coperture, non ci sono incroci, non ci sono schemi d’attacco, non c’è copertura in difesa. Manca qualsiasi elemento che possa far pensare ad un’idea di gioco.
E di questo non si può incolpare Adriano Galliani, peraltro già impegnato a difendersi  - senza alcuna possibilità di assoluzione - nel processo messo in piedi dai tifosi per la costruzione (o forse dovremmo dire distruzione) di una rosa tutt’altro che competitiva, malgrado i quasi 90 milioni spesi sul mercato. 

…e senza carattere
Tornando a mister Mihajlovic, considerato responsabile soprattutto per non essere riuscito a trasferire ai calciatori rossoneri la sua grinta, il suo carattere e la sua spiccata personalità, oggi desta stupore la ridda di indicazioni tattiche che arrivano da Milanello a pochi giorni dal match contro il Torino che potrebbe segnare in maniera indelebile il prosieguo della stagione del Milan. Segnale di una certa confusione che pare aver avuto il sopravvento negli uffici dello staff tecnico a Milanello.

Di Mihajlovic la peggiore media punti
E nel frattempo, una statistica Opta ha impietosamente messo a nudo i numeri - a dir poco fallimentari - di Sinisa Mihajlovic da quando ha preso possesso della panchina rossonera. La crudele statistica evidenzia che quella del tecnico serbo è al momento la media punti più bassa tra gli ultimi 4 allenatori del Milan: appena 1,29 punti in 7 partite. Nulla in confronto al leader di questa speciale graduatoria, il vituperato Massimiliano Allegri con 1,92 punti di media in 133 partite, a Clarence Seedorf con 1,84 in 19 incontri e perfino a Filippo Inzaghi, con 1,37 punti di media in 38 partite alla guida del club di via Aldo Rossi.

Nessun segnale di crescita
Ad accrescere ulteriormente l’insofferenza dei tifosi rossoneri la sensazione che questo Milan non abbia finora mostrato alcun segnale di miglioramento, anzi. Quella che in fase di precampionato sembrava una squadra vivace, brillante, piena di verve ed entusiasmo si sta lentamente accartocciando su sé stessa, prigioniera delle insicurezze e dei dubbi amletici del suo allenatore.
Preoccupazione amplificata guardando il rendimento in crescita esponenziale di altre squadre con una nuova guida tecnica, vedi la Fiorentina di Paulo Sousa o il Napoli di Maurizio Sarri.

La fiducia di Berlusconi
Eppure il presidente onorario Berlusconi continua a professarsi fiducioso: «Ci sarà un cambiamento immediato già dalla prossima partita. Il Milan sarà padrone del campo e del gioco», le parole pronunciare dal numero uno rossonero appena un paio di giorni fa. Difficile capire da dove possa derivare tanta sicumera, ma forse vale la pena di crederci. La speranza è che la confessione dell’ex premier sia figlia di una precisa e concreta analisi dei fatti e non di una semplice e fugace illusione.