24 aprile 2024
Aggiornato 15:00
Papa Francesco verso la riforma della curia

La settimana in cui Bergoglio rivoluzionerà il Vaticano

Papa Francesco tuona ancora contro la pedofilia e richiama i superiori degli istituti religiosi e ai presidenti delle conferenze Episcopali di tutto il mondo a mantenere alta l'attenzione sul problema e a non nascondersi dietro lo scandalo. In dirittura d'arrivo anche l'altra grande rivoluzione di Bergoglio: la riforma della curia, che dovrebbe arrivare entro il 2016.

Chiesa Cattolica

Nuovo round di riforma della Curia romana

Questa settimana il Papa si riunisce per la quinta volta, da domani a venerdì, con i suoi cardinali consiglieri, il cosiddetto C8, per analizzare le prospettive di accorpamento e razionalizzazione dei dicasteri. Venerdì, peraltro, si riunisce il nuovo Consiglio per l'Economia.

Pedofilia

Papa Francesco: «Mi sento chiamato a farmi carico e a chiedere perdono» per i preti pedofili

Il Santo Padre ha detto ad una delegazione dell'Ufficio internazionale cattolico dell'infanzia (Bice): «La Chiesa è cosciente di questo danno! E noi non vogliamo compiere un passo indietro in ciò che riguarda il trattamento di questo problema e le sanzioni che devono essere comminate. Al contrario credo che dobbiamo essere molto forti! Con i bambini non si gioca!»

In vigore le annunciate linee-guida della CEI

Pedofilia: CEI, non c'è obbligo di denuncia

«Il Vescovo, non rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale né di incaricato di pubblico servizio, non ha l'obbligo giuridico di denunciare all'autorità giudiziaria statuale le notizie che abbia ricevuto». Nell'ultimo decennio 135 preti accusati, 77 giunti a Magistratura

Convegno alla Pontificia università Gregoriana

Pedofilia, parla una vittima: Le scuse non bastano

Marie Collins, irlandese, oggi 62enne, è intervenuta davanti a vescovi di tutto il mondo ad un convegno alla Pontificia università Gregoriana, sostenuto dal Vaticano, per raccontare la sua dolorosa esperienza ed avvertire che «chiedere scusa per le azioni dei preti autori di abusi non è sufficiente»