22 marzo 2019
Aggiornato 23:00
Preti pedofili

Pedofilia in chiesa: il cardinale Pell incriminato per reati sessuali

Davanti ai giudici australiani, il 18 luglio il cardinal George Pell dovrà difendersi dall’accusa di pedofilia. Un nuovo presunto caso di abusi sessuali su minori che getta un’altra ombra sulla chiesa

SIDNEY – Nuovo presunto caso di pedofilia adombra la Chiesa. Questa volta tocca nientemeno che al cardinal George Pell, in Australia, che dovrà presentarsi di fronte ai giudici il 18 luglio prossimo per l’inizio del processo che lo vede indagato per presunti abusi e reati sessuali su minori. Un terremoto per la Chiesa che vede messo sotto accusa un personaggio di tutto rilievo: Il cardinale Pell, infatti, è il più alto prelato cattolico australiano e prefetto degli Affari economici dal 2014, cosa che lo colloca nel terzo grado della gerarchia vaticana. Ma, nonostante la sua ‘statura’, gli inquirenti dello Stato di Victoria ritengono si sia abbassato a perpetrare un crimine odioso – come dovranno stabilire i giudici.

Abusi sessuali
Gli abusi sessuali che vengono contestati al cardinal Pell risalgono a molti anni fa: negli anni Settanta, quanto l’alto prelato era ancora soltanto un sacerdote, riferiscono le fonti ufficiali. I presunti reati si sarebbero consumati a Ballarat, la città natia di Pell situata nello Stato di Victoria. Nel dare l’annuncio della notifica di comparizione in giudizio, il vice commissario di polizia Shane Patton ha confermato le indiscrezioni pubblicate dal Sydney Morning Herald e ha spiegato che le accuse riguardano più querelanti e che «il processo e le procedure seguite sono state le stesse di quelle applicate in una vasta gamma di reati sessuali storici, tutte le volte che li investighiamo». Ora si dovrà dimostrare quanto contestato. Anche perché sulla testa del cardinal Pell pende anche un’accusa di stupro, che di fatto aggrava le accuse.

Innocente
Il cardinal Pell ha sempre respinto le accuse che gli sono contestate. In una intervista rilasciata a una Tv australiana mentre era a Roma, il cardinale ha ribadito la sua estraneità ai fatti contestatigli «Vorrei solo riaffermare la mia innocenza – ha sottolineato Pell – Confermo tutto quanto ho detto davanti alla commissione australiana d’inchiesta e in altre sedi. Dobbiamo rispettare i dovuti procedimenti, aspettiamo la conclusione e ovviamente continuerò a cooperare pienamente». Le autorità contano proprio sulla piena collaborazione del cardinale, dato che l’Australia ha un trattato di estradizione con l’Italia ma non con il Vaticano, per cui potrebbero esserci dei problemi.