28 febbraio 2020
Aggiornato 07:00
Papa Francesco verso la riforma della curia

La settimana in cui Bergoglio rivoluzionerà il Vaticano

Papa Francesco tuona ancora contro la pedofilia e richiama i superiori degli istituti religiosi e ai presidenti delle conferenze Episcopali di tutto il mondo a mantenere alta l'attenzione sul problema e a non nascondersi dietro lo scandalo. In dirittura d'arrivo anche l'altra grande rivoluzione di Bergoglio: la riforma della curia, che dovrebbe arrivare entro il 2016.

CITTA' DEL VATICANO - È una settimana importante, questa, per la Chiesa. Cruciale. E a testimoniarlo sono le ultime dichiarazioni rilasciate da Papa Francesco, in merito in modo particolare alla questione delicata e scomoda della pedofilia in ambiente ecclesiale. Ma grandi novità arrivano anche sul fronte della curia, che, secondo la testimonianza di monsignor Marcello Semeraro, subirà una forte sterzata.

NON C'E' POSTO PER LA PEDOFILIA - Parole importanti, quelle di Papa Francesco, che richiama la Chiesa che guida sul nodo dolente del cancro della pedofilia. L'impegno di Bergoglio contro la pedofilia, dunque, va avanti senza sosta. In una lettera inviata ai superiori degli istituti religiosi e ai presidenti delle conferenze Episcopali di tutto il mondo, Papa Francesco insiste sulla necessità di estirpare il fenomeno dal seno della Chiesa: «Non c'è assolutamente posto nel ministero per coloro che abusano dei minori». La lettera del vescovo di Roma si concentra poi sul bisogno di denunciare questa piaga e di combatterla alla luce del sole, non ostinandosi, come è successo in passato, a celarla e coprirla: «Non potrà pertanto venire accordata priorità ad altro tipo di considerazioni, di qualunque natura esse siano, come ad esempio il desiderio di evitare lo scandalo».

LA FIDUCIA DELLE FAMIGLIE - Nella lettera, Bergoglio fa riferimento alle famiglie, evidenziando la necessità della Chiesa oggi di riconquistare e salvaguardare la fiducia che esse ripongono nella fede: «Le famiglie – sottolinea Papa Francesco – devono sapere che la Chiesa non risparmia sforzi per tutelare i loro figli e hanno il diritto di rivolgersi ad essa con piena fiducia, perché è una casa sicura». «Un dovere assoluto dei pastori» è, secondo le parole di Francesco, quello di incontrare le vittime degli abusi perpetrati da membri della Chiesa cattolica ai danni di minori. Quello che il Papa chiede ora è che ci sia un'azione collettiva, forte di tutti i vescovi e sacerdoti nel «continuare a fare tutto il possibile per sradicare dalla Chiesa la piaga degli abusi sessuali sui minori e aprire una via di riconciliazione e di guarigione in favore di coloro che sono stati abusati». Ad avvalorare le parole di Francesco, l'esperienza personale «dell'incontro con alcune persone che hanno subito abusi sessuali da parte di sacerdoti», questo «mi ha offerto l'occasione di essere diretto e commosso testimone dell'intensità delle loro sofferenze e della solidità della loro fede».

LA COMMISSIONE PER LA PROTEZIONE DELL'INFANZIA - L'importanza della tematica trova concretezza nell'istituto creato da Papa Francesco e modellato sulla piaga della pedofilia, la Commissione per la protezione dell'infanzia, affidata al cardinale Sean O'Malley. È necessario «vigilare con attenzione affinché si dia piena attuazione alla Lettera circolare emanata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede il 3 maggio 2011, per aiutare le Conferenze Episcopali nel preparare linee guida per il trattamento dei casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici». In essa viene indicato l'iter da seguire, «la responsabilità nel trattare i casi spetta in un primo momento ai vescovi o ai Superiori Maggiori», ma, ritenute credibili le indagini, il caso passerà nelle mani della Congregazione per la Dottrina della Fede. Papa Francesco sottolinea, in questo ambito, l'importanza di condurre le indagini «con il dovuto rispetto nel proteggere la riservatezza delle persone coinvolte e con la debita attenzione alla loro reputazione». Oltre all'«assistenza spirituale e psicologica alla vittima», Bergoglio dispone che «venga escluso il ritorno del chierico al ministero pubblico se detto ministero è di pericolo per i minori o di scandalo per la comunità».

LA RIFORMA DELLA CHIESA - Proprio in questi giorni Papa Francesco sta per raggiungere un'altra tappa importante del suo dicastero, quello del compimento della riforma della curia. Riforma avviata nei giorni successivi all'elezione e presentata prossimamente in occasione del Concistoro che si terrà a metà febbraio. Come spiega monsignor Marcello Semeraro – vescovo di Albano e segretario del Consiglio dei nove cardinali per la riforma della Curia –, «le novità sono già state annunciate nell'incontro di fine novembre con i capi dicastero e riguardano fondamentalmente l'idea di far convogliare alcuni Pontifici consigli attorno a due grandi poli: laici-famiglia-vita il primo, carità-giustizia-pace il secondo. Se anche nel Concistoro si registrerà il consenso che c'è già stato da parte dei capi dicastero si andrà verso un alleggerimento della curia, con una struttura più gestibile rispetto ad oggi».

STRUTTURA PIÙ SNELLA - E continua monsignor Semeraro nell'intervista rilasciata a Famiglia Cristiana: il tema della riforma è stato affrontato, nella sua completezza, in ben 45 riunioni, «con un’ampia consultazione, non solo dei capi dicastero, ma anche delle voci dei cinque continenti dai quali provengono i cardinali del Consiglio istituito dal Papa. La riforma ha bisogno dei suoi tempi perché si tratta di trovare un equilibrio». E continua, ancora: «Occorre infatti rendere più snella la struttura, ma senza minimizzare i problemi. Nel corso del tempo, soprattutto sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, sono sorti diversi dicasteri. E se le Congregazioni rispondono a esigenze che riguardano atti fondamentali per la vita della Chiesa, bisogna invece ricordare che i Pontifici consigli rispondono a delle emergenze che si manifestano anche in una maniera contingente. Qualcosa che è rilevante per un certo arco di tempo può non esserlo successivamente e viceversa. È questa «ricognizione» che si è fatta cercando di evitare l’eccessiva settorializzazione, ma anche evitando che finisca tutto in un calderone dove i problemi sembrano indistinti». Mentre in molti dicasteri ci si chiede che fine faranno i propri uffici, perché è stato spiegato che «il risultato finale non sarà la somma algebrica dell’esistente».

LAVORI CONCLUSI ENTRO 2016 - Papa Francesco frena sui tempi, la preparazione e l'approvazione di una nuova bozza di Costituzione prevederà, infatti, tempi più lunghi rispetto a quelli prospettati. «Non penso però che si vada molto più in là dell’inizio del 2016», precisa monsignor Semeraro, «il lavoro è cominciato, fittissimo, dall’aprile del 2013 e abbiamo già programmato tutti gli incontri del 2015. Il consenso c’è e sarà poi il Papa, naturalmente, ad avere l’ultima parola». Per oggi sono previste due riunioni di organismi creati da Papa Francesco: il consiglio per l'Economia, guidato dal cardinale tedesco Reinhard Marx, e la commissione anti-pedofilia guidata dal cardinale statunitense Sean O'Malley, che si riunisce fino a domenica.