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Turkish stream prende forma

Nonostante i dubbi dell'Ue, per Mosca e Ankara il gasdotto è ogni giorno più concreto. Russia e Turchia hanno raggiunto un accordo sul tragitto di massima. L'amministratore delegato di Gazprom, Aleksey Miller ha annunciato che i primi 180 chilometri dell'infrastruttura saranno pronti entro il 2016.

Grande: «Forse non moriremo di freddo, ma di fame»

Putin chiude il rubinetto del gas a sei Paesi membri dell'Unione europea. La Russia annuncia una nuova «via del gas» che passi per la Turchia, evitando la rete ucraina. Marta Grande, deputata M5S, ritiene che per l'Italia non sembrano esserci problemi concreti da questo punto di vista, ma stiamo pagando il prezzo delle sanzioni di Bruxelles sull'import-export.

«L'Europa pensi a vestirsi pesante»

E' Aleksey Miller, numero uno di Gazprom, ad annunciare una «nuova strategia» rispetto al mercato europeo del gas, dopo la cancellazione del piano di costruzione di South Stream, piano lanciato nel 2006 con un accordo tra il colosso russo del gas ed Eni e di recente archiviato dal presidente russo Vladimir Putin dopo un lungo braccio di ferro con l'UE.

South Stream, più che un addio un arrivederci a tempi migliori

Per il gasdotto non è stata detta l'ultima parola, nonostante le dichiarazioni di Vladimir Putin dalla Turchia siano sembrate perentorie. Come anche quelle del numero uno di Gazprom, Aleksej Miller: non si tornerà sul progetto di gasdotto che doveva collegare via Mar Nero, la Russia all'Europa centro meridionale. Stop a progetto tra tensioni internazionali e costi elevati.

South Stream si farà

Così Mosca incalza sulla costruzione della via del gas più combattuta e osteggiata, che nei piani, nati con le prime guerre del gas con Kiev, deve bypassare l'Ucraina, e portare il metano russo nell'Europa centro-meridionale. «Purtroppo» la Commissione europea «blocca un ulteriore dialogo» ma «la cerchia dei sostenitori si allarga» afferma il viceministro degli Esteri Aleksey Meshkov in un'intervi

Gazprom accelera verso la Cina

Mosca ha «un preciso piano» per avviare al più presto le forniture di gas alla Cina e lancerà entro l'estate la costruzione di una nuova via del gas, cruciale per arrivare all'inizio del 2019 all'invio dei 38 miliardi di metri cubi annui di metano promessi a Pechino.

Kiev in un vicolo cieco

L'estate passa in fretta e se non sarà raggiunto un compromesso stabile nelle prossime settimane, l'autunno e soprattutto l'inverno potrebbero diventare critici non solo per l'ex repubblica sovietica, ma anche per alcuni paesi europei.

Il bluff della Commissione Europea sul gas

Il Commissario dell’Ue per l’energia Günther Oettinger ha dichiarato che l’adozione della «decisione politica» sulla realizzazione del gasdotto South Stream è impossibile finché la Russia non avrà riconosciuto il Governo di Kiev. Ma i partecipanti stessi al progetto non vogliono politicizzarlo e ne sottolineano i vantaggi economici.

Gazprom avverte Kiev

Il colosso russo del gas avverte l'Ucraina che deve pagare due miliardi di dollari entro il 30 maggio, come concordato in linea di massima ieri a Berlino a un un incontro il Commissario Ue all'energia, Guenther Oettinger, il ministro russo dell'Energia Aleksander Novak e il responsabile dell'export di Gazprom, Dmitri Medvedev.

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