16 ottobre 2019
Aggiornato 21:30
Avviata prima fase

Turkish stream prende forma

Nonostante i dubbi dell'Ue, per Mosca e Ankara il gasdotto è ogni giorno più concreto. Russia e Turchia hanno raggiunto un accordo sul tragitto di massima. L'amministratore delegato di Gazprom, Aleksey Miller ha annunciato che i primi 180 chilometri dell'infrastruttura saranno pronti entro il 2016.

MOSCA - Nonostante  il commissario europeo per l'Unione energetica, Maroš Šefčovič, abbia dubitato della «sostenibilità economica» del gasdotto «Turkish stream», la Russia e la Turchia hanno raggiunto un accordo sul suo tragitto di massima. L'amministratore delegato (ad) di Gazprom, Aleksey Miller ha annunciato che i primi 180 chilometri dell'infrastruttura saranno pronti entro il 2016.

IL PERCORSO IN TURCHIA - Miller ha spiegato: «Abbiamo identificato e messo sulla mappa anche l'itinerario in superficie del gasdotto Turkish stream per future esplorazioni e progetti». Lo sbocco sulla terraferma (il gasdotto passerà sotto il Mar Nero, come da accordo fra Gazprom e British petroleum del 1 dicembre scorso) è stato individuato nei pressi del villaggio turco di Kıyıköy, mentre la centrale di smistamento, da dove il gas sarà distribuito ai cittadini turchi sarà posizionata vicino alla città di Lüleburgaz. L'infrastruttura raggiungerà quindi il confine con la Grecia all'altezza di Ispala. L'ad di Gazprom ha quindi ricordato che il «Turkish stream» potrà inviare 47 miliardi di metri cubi di gas verso l'Europa, mentre 15,75 miliardi di metri cubi saranno riservati al solo mercato turco.

ANKARA, AVVIATA PRIMA FASE - A conferma delle dichiarazioni del manager russo sono arrivate quelle dell'ambasciatore turco in Russia, Umit Yardim. Davanti alla camera bassa russa, la Duma, Yardim ha spiegato ai deputati che i rispettivi Paesi hanno dato il via alla «realizzazione tecnologica del progetto Turkish stream. Ci sono punti sui quali bisogna ancora lavorare, in particolare quale sarà il suo percorso esatto. Entrambe le parti, sia turche che russe, hanno iniziato a sviluppare la parte tecnica del progetto, la cooperazione continuerà». Il diplomatico ha però ricordato che il gasdotto «Turkish stream» è un progetto «proposto dalla Russia, è un punto nuovo nella nostra agenda e i lavori sono ancora nella fase preliminare. In linea generale siamo pronti a lavorare su tutte le proposte che saranno convenienti per entrambe le parti». Secondo Yardim è necessario che il progetto tenga conto delle necessità di tutta la regione: «Sicuramente la domanda di gas da parte dell'Europa rappresenta il fattore determinante», ha aggiunto. L'ambasciatore ha quindi concluso sul punto ricordando l'importanza del settore energetico nelle relazioni bilaterali fra Ankara e Mosca: «La Turchia è il secondo più grande consumatore di gas russo in Europa, dopo la Germania. A parte ciò stiamo costruendo il primo reattore nucleare ad Akkuyu insieme ai partner russi. Questo progetto da solo, che vale 20 miliardi di dollari, mostra il livello senza precedenti di fiudicia reciproca e la volontà di entrambi di aumentare la cooperazione nel settore energetico».

LE OPPORTUNITÀ PER L'ITALIA - Per quanto riguarda l'Italia, che ha visto sfumare il progetto «South stream» dove era presente con due aziende Eni e Saipem, non tutto potrebbe essere perso. Innanzitutto la nuova infrastruttura potrebbe correre lungo parte del percorso di «South stream» per circa 660 chilometri, dove potrebbero essere utilizzate le tubature già realizzate per il vecchio gasdotto. In particolare Saipem avrebbe dovuto ricevere 3 miliardi di dollari per gestire e posare tubazioni del gasdotto abbandonato, ma non è escluso che tale contratto non rientri nei progetti del nuovo «Turkish stream». Si saprà qualcosa di più il prossimo 19 febbraio, quando scadrà la seconda «comunicazione di sospensione (notice of suspension)».