14 ottobre 2019
Aggiornato 11:30
Intanto Descalzi incontra Miller

Turkish stream: entro fine giugno l'accordo più importante

Dal 2019 Gazprom chiuderà il rubinetto ucraino e «nessuna circostanza» farà cambiare idea al colosso energetico russo. Lo ha ribadito il vicepresidente della compagnia Alexander Medvedev, che ha annunciato: entro fine mese sarà siglata l'intesa con Ankara

MOSCA – Dal 2019 Gazprom chiuderà il rubinetto ucraino e «nessuna circostanza» farà cambiare idea al colosso energetico russo. Lo ha ribadito il vicepresidente della compagnia Alexander Medvedev che ha escluso la firma di un nuovo accordo con l'Ucraina allo scadere degli impegni attuali, nel 2019 appunto, e ha ricordato che da allora «il modo più semplice per esportare gas in Turchia sarà Turkish stream».

MEDVEDEV, SPERO IN DIALOGO CON UE - Medvedev ha poi auspicato che l'Unione europea voglia riprendere il dialogo in materia di energia con Mosca, non solo riguardo al gasdotto Turkish stream: «Crediamo che in Europa prevarrà il buon senso e incominceremo a parlare non solo di esportare gas verso gli europei grazie al progetto Turkish stream...ma presto sarà anche il momento di discutere su volumi addizionali». A proposito della costruzione di Turkish stream che partirà entro fine mese anche grazie alle due navi posa tubi di Saipem, il manager ha detto che il costo stimato del primo tratto potrebbe raggiungere 3,3 miliardi di euro. Inoltre Gazprom, secondo Medvedev, è sicura che non ci siano e non ci saranno rischi per la costruzione del primo tratto del gasdotto.

ACCORDO CON TURCHIA ENTRO GIUGNO - Recentemente la Turchia ha ricordato che non è stato siglato nessun accordo ufficiale per il transito dell'infrastruttura lungo la penisola Anatolica, ma il vicepresidente di Gazprom ha assicurato che «sarà firmata un'intesa entro fine giugno». Il manager ha ricordato che la sua azienda ha accolto tutte le condizioni commerciali poste dai partner turchi per quanto riguarda l'esportazione di metano: «Abbiamo accettato tutto, sia le condizioni commerciali che quelle economiche. Non c'è bisogno di alcun feuilleton».

MINISTRO ENERGIA TURCO, DA OCCIDENTE OPPOSIZIONE ILLOGICA - Intanto nei giorni scorsi il ministro dell'Energia della Turchia, Taner Yildiz, intervistato da Sputnik news ha criticato la posizione ostile dell'Occidente riguardo la realizzazione di Turkish stream. «Trovo strana la posizione dell'Occidente, che da un lato si oppone a questo progetto e dall'altro esprime il desiderio di ricevere il gas tramite questa infrastruttura. È incoerente, è una posizione illogica». Il ministro ha aggiunto che il suo Paese ha inviato una richiesta sulle coordinate della sezione terrestre del progetto, e dopo la risposta inizieranno i lavori di costruzione in questa parte del gasdotto. «Dopo la cancellazione di 'South Stream', la sezione del gasdotto di 190 chilometri, che doveva passare attraverso il territorio della Bulgaria, sarà prolungata tramite la Turchia. Abbiamo bisogno di ottenere le coordinate del passaggio di questo tratto. La Turchia aveva chiesto alla Russia di presentare le informazioni necessarie. La risposta da parte russa era pervenuta, ma era incompleta, così è stato deciso di inviare una richiesta con studi più approfonditi del lato russo», ha detto Yildiz.

INCONTRO GAZPROM- ENI - Infine l'amministratore delegato di Gazprom, Alexei Miller, si è incontrato con il suo omologo di Eni, Claudio Descalzi a Milano per parlare dei gasdotti Turkish stream e Blue stream. I due hanno affrontato anche il tema dell'approvvigionamento di gas russo verso l'Europa e l'Italia. La notizia è stata diffusa da Sputnik news. Ieri il numero uno del Cane a sei zampe aveva detto che probabilmente avrebbe incontrato la delegazione russa in visita ad Expo 2015 e il leader del Cremlino, Vladimir Putin.