5 giugno 2020
Aggiornato 12:00
Energia | Gas

South Stream si farà

Così Mosca incalza sulla costruzione della via del gas più combattuta e osteggiata, che nei piani, nati con le prime guerre del gas con Kiev, deve bypassare l'Ucraina, e portare il metano russo nell'Europa centro-meridionale. «Purtroppo» la Commissione europea «blocca un ulteriore dialogo» ma «la cerchia dei sostenitori si allarga» afferma il viceministro degli Esteri Aleksey Meshkov in un'intervi

MOSCA - Il progetto South Stream «rimane valido, nonostante le barriere artificiali, istituite lungo il percorso» dalla Commissione europea che «ha un atteggiamento politico», ma «i vantaggi e i benefici della realizzazione» del gasdotto «sono così grandi che superano i calcoli interessati dei lontani consiglieri». Così Mosca incalza sulla costruzione della via del gas più combattuta e osteggiata, che nei piani, nati con le prime guerre del gas con Kiev, deve bypassare l'Ucraina, e portare il metano russo nell'Europa centro-meridionale. «Purtroppo» la Commissione europea «blocca un ulteriore dialogo» ma «la cerchia dei sostenitori si allarga» afferma il viceministro degli Esteri Aleksey Meshkov in un'intervista a TMNews.

Il dibattito politico, all'ombra della guerra in Ucraina, ha surclassato oscurato il discorso energetico. Per alcuni osservatori il progetto è finito nel polverone della lotta che vede Russia e Usa come competitor sul mercato europeo. Ma le analisi consigliano di tenere alta la barra dell'attenzione: la fame di energia in Europa aumenterà. L'importazione supplementare richiesta potrà raggiungere gli 80 miliardi di metri cubi entro il 2020, ed entro il 2030 potrebbe superare i 140 miliardi di metri cubi di gas. Nel frattempo, la produzione diminuirà. E il metano non si consuma solo in Europa. Mosca continua a ribadire che le necessità del Vecchio Continente e di Pechino possono convivere, e si propone come fornitore affidabile di entrambi.

Tuttavia durante la visita del presidente russo Vladimir Putin in Cina, il 20-21 maggio di quest'anno, sottolinea Meshkov, è stato compiuto un nuovo passo avanti: «è stato firmato il più grande contratto nella storia del nostro Paese e dell'intera industria mondiale del gas, per almeno 38 miliardi di metri cubi di gas naturale all'anno lungo il 'corridoio orientale' su 30 anni. Parallelamente vanno avanti i negoziati sull'organizzazione della seconda via, il cosiddetto 'corridoio occidentale' (30 miliardi di metri cubi metri all'anno). Già nel prossimo futuro, secondo gli esperti delle nostre società del gas, le esportazioni di gas naturale russo verso la Cina saranno comparabili nel loro volume con le nostre forniture di gas verso l'Europa».

Nel frattempo, secondo il diplomatico, «sui paesi del South Stream si esercitano pressioni affinché questi vadano contro i propri interessi economici e contro gli interessi della sicurezza energetica in Europa, e che si rifiutino di partecipare. Da soli, questi tentativi non possono essere considerati se non un esempio di concorrenza non sempre corretta».

Con una lunghezza, nei piani di 2.380 km, e una capacità massima pari a 63 miliardi di metri cubi, il gasdotto ha trovato nuovo impulso con il viaggio di Putin in Austria il 24 giugno. «Il numero uno di Gazprom Alexey Miller e il CEO di OMV, Gerhard Roiss hanno firmato un accordo tra gli azionisti della società del progetto congiunto South Stream Austria, che avvicina il South Stream ai consumatori europei. Inoltre, il consorzio South Stream Transport - i cui gli azionisti sono l'italiana ENI e altre società energetiche europee leader - ha firmato i contratti necessari per iniziare la costruzione della sezione off-shore nell'autunno 2014».

Già operativi gli ordini per la fornitura di tubi e contratti per la loro installazione. Oltre «alle decisioni di investimento finale, che sono state adottate da Bulgaria, Serbia, Ungheria e Slovenia». E la gara d'appalto per la costruzione della sezione off-shore di South stream «è stata vinta dall'italiana Saipem, con cui abbiamo un'esperienza di cooperazione riuscita nella costruzione del progetto Blue Stream» nota Meshkov. «Così, Russia e Italia beneficeranno della realizzazione del South Stream già nelle prime fasi di questo importante progetto per il sistema di trasporto del gas dell'Europa».

Mosca quindi non ha perso affatto la speranza. Nonostante gli ultimi mesi per il progettto South Stream siano stati davvero difficili. In particolare la Bulgaria, uno dei Paesi di passaggio, ha deciso ufficialmente di interrompere i lavori di costruzione del South Stream. Tuttavia Miller, poche settimane dopo ha sottolineato che la Russia non ha ricevuto una dichiarazione scritta di Sofia per congelare i lavori di costruzione della tratta locale del progettato gasdotto South Stream, nè a livello intergovernativo, nè a livello societario.

Alla infrastruttura strategica partecipano oltre alla russa Gazprom (al 50%) e all'ENI (20%), anche la francese Edf (15%). Oltre alla tedesca Wintershall che ha una quota del 15% nella società di progetto Transport BV South Stream e che dovrà sviluppare, costruire e gestire la sezione del progetto offshore del gasdotto attraverso il Mar Nero.

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