18 giugno 2019
Aggiornato 07:00
Crisi ucraina

La Russia preme per un incontro urgente del gruppo di contatto su Kiev

«Questa è l'unica piattaforma che rappresenti tutte le parti in conflitto ed è necessaria usare il suo potenziale appieno il prima possibile», ha detto il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. La richiesta arriva il giorno dopo il più grave attacco contro dei civili in Ucraina, dove sono morte 12 persone. Intanto Gazprom annuncia il Turkish Stream

MOSCA - Dopo il nulla di fatto del vertice «normanno» a Berlino fra Germania, Francia, Russia e Ucraina per trovare una soluzione alla crisi ucraina, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha chiesto un incontro urgente del gruppo di contatto su Kiev. «Questa è l'unica piattaforma che rappresenti tutte le parti in conflitto ed è necessaria usare il suo potenziale appieno il prima possibile», ha detto Lavrov.

POSSIBILE INCONTRO IL 16 GENNAIO - La replica del governo ucraino non si è fatta attendere, con il portavoce del ministero degli Esteri, Yevhen Perebyinis, che ha detto: «Stiamo aspettando una conferma dalla Repubblica popolare di Donetsk e da quella di Lugansk (le regioni separatiste filorusse, ndr) sulla loro disponibilità a partecipare all'incontro». Per Denis Pushilin, inviato delle forze separatiste di Donetsk, invece una data per l'incontro ci sarebbe: il 16 gennaio. «Il gruppo di contatto per la soluzione del conflitto nel Donbas potrebbe incontrarsi entro dopodomani, il 16 gennaio, a Minsk. Abbiamo ricevuto dall'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) la relativa proposta» ha spiegato.

LA STRAGE DI VOLNOVAKHA - Kiev e Mosca sembrano quindi ansiose di tornare a sedersi al tavolo delle trattative, il giorno dopo il più grave attacco contro dei civili in Ucraina. Durante un bombardamento contro una postazione dell'esercito ucraino nei pressi di Volnovakha, sulla strada che collega strategicamente la roccaforte separatista di Donetsk e Mariupol, sul mare d'Azov, ultima grande città dell'est sotto il controllo di Kiev, sono morte 12 persone che viaggiavano su un pullman. Non è chiaro da chi sia partito l'ordigno. Per i militari di Kiev la strage sarebbe da attribuire ai ribelli separatisti, che aperto il fuoco con un lanciarazzi Grad contro il posto di blocco di Bugas, nei pressi di Volnovakha. Mosca ha respinto le accuse per bocca di Konstantin Dolgov, emissario del ministero degli Esteri russo incaricato dei diritti umani: «Siamo indignati dei tiri contro un autobus, un nuovo crimine della forze dell'ordine di Kiev». Per gli Stati uniti invece non ci sono dubbi sulle responsabilità dell'eccidio e hanno condannato gli «attacchi brutali e ripetuti» dei separatisti filorussi lanciando «un nuovo appello alla Russia a rispettare i suoi impegni conformemente agli accordi di Minsk».

CONDANNA UNANIME DELL'ONU - Anche dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite è arrivato il biasimo su quanto è accaduto e tutti e 15 i membri hanno chiesto che venga avviata un'inchiesta per individuare e portare davanti a un tribunale i responsabili. Finora il conflitto civile nell'Est dell'Ucraina è costato la vita a 4mila 700 persone.

GAZPROM ANNUNCIA TURKISH STREAM - Situazione difficile anche per quanto riguarda il settore energetico. Nonostante il governo russo e quello ucraino abbiano trovato un accordo sulla querelle di lunga data sulle forniture di gas a Kiev, il colosso russo Gazprom ha fatto sapere che interromperà i flussi di gas verso l'Ue dal territorio ucraino. «I rischi che riguardano il transito del gas russo attraverso l'Ucraina questo inverno rimangono, nella misura in cui l'Ucraina, a causa delle difficoltà finanziarie, non ha potuto acquistare i volumi di gas necessario a novembre e dicembre dell'anno scorso e che le riserve di gas negli stoccaggi sotterranei sono fortemente diminuite», ha dichiarato il numero uno del gruppo, Alexei Miller, dopo un colloquio con il nuovo vice presidente della Commissione europea incaricato di Energia, Maros Sefcovic. Dopo aver abbandonato il progetto di gasdotto South Stream, Gazprom ha fatto sapere di aver sviluppato un progetto di tracciato attraverso la Turchia. Una volta terminato questo gasdotto l'Ucraina non sarà più un hub per il gas europeo, ha detto l'ad di Gazprom Alexei Miller: «Il gasdotto Turkish Stream costituisce il solo itinerario attraverso il quale saranno trasportati i 63 miliardi di metri cubi di gas russo che attualmente transitano attraverso l'Ucraina. Non c'è - ha aggiunto - alcun'altra possibilità».

MOSCA VUOLE LE NAVI MISTRAL - Intanto Mosca ha alzato i toni anche verso Parigi, chiedendo una risposta ufficiale al governo francese riguardo al rifiuto di consegnare le navi anfibie da guerra Mistral acquistate (e pagate 1,2 miliardi di euro) dalla Russia nel giugno 2011. La prima imbarcazione, già pronta, avrebbe dovuta essere consegnata a metà novembre dello scorso anno. Il Servizio federale russo di cooperazione militare ha scritto alla Direzione generale degli armamenti francese «con l'obiettivo di ricevere una risposta ufficiale», preannunciando la possibilità che Mosca «si rivolga a un tribunale». A inizio anno da parte francese erano arrivati chiarimenti a riguardo, per bocca del ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian, il quale aveva spiegato che il suo governo attende il «rispetto del cessate-il-fuoco» e «una roadmap politica» per la pace in Ucraina per procedere con la fornitura.