24 gennaio 2020
Aggiornato 15:31
Ultimatum di Gazprom a Kiev

Per i debiti ucraini Europa a rischio gas

Se l'Ucraina non pagherà anticipatamente le proprie forniture di metano di marzo entro due giorni, da Mosca verranno chiusi i rubinetti, che approvvigionano anche il Vecchio continente. Lo ha detto l'amministratore delegato del colosso energetico russo, Alexei Miller.

MOSCA – Ultimatum di Gazprom all'Ucraina (e all'Europa). Se Kiev non pagherà anticipatamente le proprie forniture di gas di marzo entro due giorni, da Mosca verranno chiusi i rubinetti, mettendo a rischio le forniture per l'intero Vecchio continente. Lo ha detto l'amministratore delegato di Gazprom, Alexei Miller.

GRAVI RISCHI PER LE FORNITURE EUROPEE - Il manager russo ha spiegato: «A partire da oggi, ci sono solo 219 milioni di metri cubi di gas pagati. Ci vogliono circa due giorni per Naftogaz per trasferire fondi a Gazprom. Questo è il motivo per cui la fornitura di 114 milioni di metri cubi verso l'Ucraina giungerà a uno stop completo dalla Russia entro due giorni». Miller ha poi aggiunto che «nei prossimi due giorni le forniture all'Ucraina potrebbero arrivare a un punto fermo, che creerà gravi rischi per il gas in transito verso l'Europa». Il 23 febbraio invece Naftogaz ha accusato la compagnia energetica russa di non averle fornito il metano che aveva pagato anticipatamente, dicendo che Gazprom avrebbe inviato a Kiev solo 47 milioni di metri cubi di gas, al posto dei 114 patuiti. In particolare, l'azienda ucraina ha accusato la società russa di non essere riuscita a fornire il metano previsto per il 22 febbraio, pagato prima. E se l'accusa fosse dimostrata, Gazprom avrebbe violato non solo il contratto tra le imprese, ma anche un protocollo tripartito firmato nel mese di ottobre 2014 a Bruxelles, tra il ministro dell'Energia russo Alexander Novak, il commissario europeo per l'Energia Gunther Oettinger e il ministro dell'Energia Yuriy Prodan. Uno dei punti di contesa riguarda le forniture di metano alle regioni controllate dai separatisti, che per Mosca fanno parte del contratto con l'Ucraina e quindi Kiev deve pagare. Una lettura contestata dal governo ucraino. Oggi poi Naftogaz ha rsiposto a Gazprom che i pagamenti anticipati per marzo non potranno essere effettuati senza la certezza che i russi adempiano ai propri obblighi.

DA APRILE BASTA SCONTI - Nei giorni scorsi il ministro dell'Energia russo, Alexander Novak, ha avvertito l'Ucraina. Novak durante la sua visita in Ungheria ha ricordato che Kiev ha un debito di circa 2,3 miliardi di dollari con Gazprom, ma che da parte ucraina nulla è stato fatto per onorare gli impegni passati. Il ministro ha quindi aggiunto che, vista la situazione, l'Ucraina non avrebbe più potuto comprare metano russo a prezzi scontati a partire da aprile.

L'ACCORDO DI DICEMBRE - L'ammonimento di Gazprom non è da prendere alla leggera. La scorsa estate Mosca ha interrotto le proprie forniture di metano verso Kiev fino al mese di dicembre, a causa degli oltre 5 miliardi di debiti accumulati da Naftogaz nei confronti della controparte russa. La situazione è ritornata alla normalità dopo che l'Ucraina ha ripagato 3,1 miliardi del suo debito e si è impegnata a pagare in anticipo ogni futura fornitura di metano russo. Gazprom da parte sua ha garantito a Kiev un prezzo di favore, pari a 100 dollari ogni mille metri cubi di gas, fino al primo aprile 2015.

L'ECONOMIA UCRAINA IN GINOCCHIO - Intanto continuano ad arrivare pessime notizie per lo stato dell'economia ucraina. La valuta nazionale, la grivna, ha registrato lunedì scorso un calo del 10 per cento, nonostante la Banca centrale di Kiev abbia cercato di fermare la caduta e rafforzare la moneta introducendo controlli sui movimenti in contanti. Il tasso di cambio medio per la divisa ucraina, attualmente la valuta con le peggiori performance al mondo, è sceso a 30,51 rispetto al dollaro, prima di avere una leggera risalita. La grivna perso circa il 50 per cento del suo valore nel 2014. In un tentativo di limitare questo scivolamento verso il basso, la banca centrale ucraina ha annunciato il divieto per le banche di fornire prestiti destinati all'acquisto di valuta estera e un rafforzamento dei controlli sulle importazioni. L'economia ucraina ha subito una contrazione del 7,5 per cento nel 2014. Quest'anno è attesa un'ulteriore performance negativa del 5 per cento. Il Fondo monetario internazionale ha concordato un nuovo salvataggio per Kiev da 17,5 miliardi di dollari, con il Paese che riceverà dal finanziatori internazionali 40 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni.