17 novembre 2019
Aggiornato 09:30
Il nuovo rubinetto per l'Europa in Turchia. Coinvolta anche Atene

Gas russo, fallito South Stream ora entra in gioco anche la Grecia

Il nuovo gasdotto verso l'Ue, che Mosca ha in mente per aggirare l'Ucraina, passerà sotto il Mar Nero per sboccare in Turchia. Da lì prenderà la via per Atene. Per l'Italia potrebbero esserci delle buone opportunità, ma dovrà saper giocare le sue carte. I greci hanno già incominciato a farlo

MOSCA – Una delle prime dichiarazioni pubbliche del neo premier greco, Alexis Tsipras, ha riguardato le sanzioni alla Russia. Il leader di Syriza ha sicuramente giocato la carta dei «nazisti di Kiev», parole sue, per rafforzare tatticamente la sua posizione anti Unione europea. Ma potrebbe anche avere in mente qualcosa di più, una nuova strategia energetica per la Grecia grazie alla quale la posizione di Atene in Europa diventerebbe più che rilevante. Potrebbe essere il nuovo «rubinetto» del gas russo del Vecchio continente, una volta che si chiuderà definitivamente quello ucraino.

IL GAS RUSSO PASSERÀ PER LA TURCHIA - Pochi giorni fa infatti il ministro dell'Energia russo Alexander Novak ha annunciato che il suo Paese ha rinunciato definitivamente al progetto di gasdotto «South Stream». Novak ha detto di aver informato il commissario Ue all'Energia Maros Sefcovic che il gas russo verso l'Europa passerà dalla Turchia: «Sefcovic è stato informato da me a dicembre, la Russia ha raggiunto la decisione di costruire un nuovo gasdotto nel territorio turco e di costruire un hub lungo il confine tra Turchia e Grecia per la fornitura di 63 miliardi di metri cubi di gas», ha detto il ministro russo. Il rappresentate di Mosca ha poi aggiunto: «E' una decisione che è stata già presa e Gazprom sta prendendo tutte le necessarie misure con i partner turchi per realizzare il progetto». Novak ha quindi ribadito che l'Ue dovrà venire a cercare il gas russo in Turchia.

TURKISH STREAM SOTTO IL MAR NERO - Pochi giorni dopo il Ceo di Gazprom, Aleksej Miller, ha incontrato il ministro dell’Energia e delle Risorse Naturali della Turchia, Taner Yildiz. Nel comunicato congiunto la compagnia energetica russa ha annunciato che costruirà da sola il cosiddetto «Turkish Stream», anche se il tratto in territorio turco sarà sviluppato congiuntamente con il governo di Ankara mentre le quote di partecipazione sono però da negoziare. L'infrastruttura a pieno regime avrà una capacità di trasporto di 63 miliardi di metri cubi l'anno e il primo tratto, è ancora scritto nel comunicato congiunto, sarà operativo dal dicembre 2016, permettendo il trasporto di 15,75 miliardi di metri cubi di gas. «Turkish Stream» si snoderà al di sotto del Mar Nero (questa porzione sarà a carico di Mosca), 660 chilometri del suo tracciato seguiranno quelli del vecchio corridoio previsto in «South Stream», mentre i restanti 250 chilometri condurranno in direzione della parte europea dell'Anatolia. Da parte turca il partner di Gazprom sarà Botas e le due compagnie hanno fatto sapere che entro una settimana presenteranno un piano di lavori comune.

LA GRECIA NUOVO RUBINETTO DELL'UE - La Grecia entrerà nel «grande gioco» del gas russo successivamente, a partire dal 2017. «La nostra priorità è quella di analizzare i possibili tracciati nel territorio turco, definire un punto di sbocco dal mare, un punto dal quale distribuire gas ai consumatori turchi e un punto dove attraversare il confine fra Turchia e Grecia», ha comunicato Gazprom durante la conferenza stampa. Il gas russo quindi non prenderà più la via della Bulgaria verso l'Austria come previsto in «South Stream». Per motivare l'abbandono di «South Stream», il premier russo Dmitri Medvedev ha detto: «Era un buon progetto e noi ci abbiamo lavorato seriamente. La decisione che la Russia ha preso non è stata politica, non è stata solo emozionale, ma legale». Il primo ministro ha ricordato: «Siamo stati costretti a rinunciare al progetto». E a costringerli è stata, soprattutto la Commissione europea, che ha posto dei vincoli, «E' triste, ma la vita va avanti. C'è una serie di altre idee. Noi siamo pronti a fare affari, ma su termini che ci permettono un accordo», ha concluso Medvedev.

LE OPPORTUNITÀ PER L'ITALIA - L'Italia dal canto suo non dovrebbe risentire troppo il colpo dell'annullamento del progetto «South Stream», che venne ideato nel 2006 grazie a un accordo fra Eni e Gazprom per aggirare «l'ostacolo» Ucraina. Come abbiamo visto buona parte del nuovo tracciato seguirà quello già previsto per «South Stream», cosa che per la nostra Saipem potrebbe significare un recupero del contratto perduto, e una volta giunto in Grecia il gas russo potrebbe passare per lo Stivale o risalire dalla Macedonia verso la Slovenia. La partita quindi è più che aperta, e i greci hanno incominciato a giocarla seriamente.