24 gennaio 2020
Aggiornato 16:00
Il colosso russo del metano dopo avvio procedura legale Bruxelles

Gazprom: Pronti al dialogo con l'UE

Il monopolista russo del gas commenta così oggi la procedura legale avviata dalla Commissione Ue, che sospetta il colosso russo di pratiche anti-concorrenziali nei paesi dell'Europa centro-orientale

MOSCA - Gazprom è una società «costituita fuori dalla giurisdizione dell'Ue» e funziona in base alle leggi russe, ma è «pronta a continuare il dialogo» con Bruxelles. Il monopolista russo del gas commenta così oggi la procedura legale avviata dalla Commissione Ue, che sospetta il colosso russo di pratiche anti-concorrenziali nei paesi dell'Europa centro-orientale.
Facendo notare che la propria azione in Europa non contrasta in alcun modo con la legge russa - per la quale, tra l'altro, figura nell'elenco delle società «strategiche» controllate dallo Stato - Gazprom auspica che nel corso dell'indagine verranno rispettati i suoi «diritti e i legittimi interessi, che derivano sia dal diritto europeo che da principi di diritto internazionale». Il gruppo russo finito sotto la lente dell'antitrust europeo sottolinea poi che la sua attività sul mercato Ue, in particolare in termini di formazione dei prezzi, è pratica comune e di standard equivalenti a quelli adottati da altri produttori ed esportatori di gas.

Gazprom nega di essere stata informata della procedura ed evidenzia che «l'avvio di una inchiesta formale non implica il riconoscimento di una qualsiasi colpa in termini di violazione della legge antimonopolio Ue». Quindi la compagnia russa si dichiara «pronta alla continuazione del dialogo con l'obiettivo di una ulteriore costruttiva collaborazione».

Tre le pratiche anti-competitive - Ieri Bruxelles ha annunciato l'avvio di una inchiesta per verificare se il produttore russo e fornitore di gas naturale abbia impedito la competizione sui mercati del gas in Europa centrale e orientale. In particolare, è stato reso noto, «la Commissione ha il sospetto che Gazprom possa abusare della sua posizione di mercato dominante nei mercati di fornitura di gas upstream nei paesi membri dell'Europa centrale e orientale». In particolare, le pratiche anti-competitive di cui è sospettato il gruppo guidato da Alexei Miller sono tre. La prima: «Gazprom potrebbe aver diviso i mercati del gas impedendo il libero flusso del gas tra gli Stati membri». La seconda: «Gazprom potrebbe aver impedito la diversificazione delle forniture di gas». La terza: «Gazprom potrebbe aver imposto prezzi ingiusti ai suoi clienti legando i prezzi del gas a quelli del petrolio».