17 giugno 2019
Aggiornato 18:30
La crisi del gas russo

«L'Europa pensi a vestirsi pesante»

E' Aleksey Miller, numero uno di Gazprom, ad annunciare una «nuova strategia» rispetto al mercato europeo del gas, dopo la cancellazione del piano di costruzione di South Stream, piano lanciato nel 2006 con un accordo tra il colosso russo del gas ed Eni e di recente archiviato dal presidente russo Vladimir Putin dopo un lungo braccio di ferro con l'UE.

MOSCA - Il funerale del progetto South Stream rappresenta anche il tramonto di «un modello di business, orientato alla fornitura all'utente finale» e l'Ucraina non conti di mantenere il suo ruolo di Paese di transito del gas russo grazie alla cancellazione del gasdotto che la Russia voleva costruire proprio per aggirare il territorio della repubblica ex sovietica. E' Aleksey Miller, numero uno di Gazprom, ad annunciare una «nuova strategia» rispetto al mercato europeo del gas, dopo la cancellazione del piano di costruzione di South Stream, piano lanciato nel 2006 con un accordo tra il colosso russo del gas ed Eni e di recente archiviato dal presidente russo Vladimir Putin dopo un lungo braccio di ferro con l'Ue e l'ultimo ostacolo incontrato per l'avvio dei lavori in Bulgaria. Un progetto da considerare «assolutamente chiuso, per sempre», ha precisato il numero uno del monopolista russo del gas.
«Se l'acquirente non vuole che gli porti il prodotto a casa, allora evidentemente dovrà vestirsi e recarsi di persona al negozio. E d'inverno dovrà vestirsi più pesante», ha dichiarato Miller in un'intervista al canale tv «Rossiya 1». Concedendosi una battuta sulle regole europee - il cosiddetto Terzo Pacchetto Energia - che hanno costretto Sofia a sospendere il progetto South Stream, con perdite calcolate a 400 milioni di euro l'anno. «Certo, può portarsi una busta per la spesa, un bel pacchetto, anche il terzo sull'energia, basta stare attenti che poi non si scopra che è del tutto vuoto», ha ironizzato il capo di Gazprom.

A Kiev solo il gas per consumi interni
In base alla nuova strategia russa, a Kiev verranno fornite solo le quantità di metano necessarie ai consumi interni, ha specificato il top manager russo, mentre il transito del gas verso l'Europa sarà assicurato dal gasdotto Nord Stream (già in funzione, dalle rive baltiche russe alla Germania) e tramite la Turchia (dove già c'è Blue Stream e dove ora il Cremlino vuole far passare un nuovo gasdotto, in sostituzione di South Stream).
Miller lascia poi intendere che se l'Ue pensava di mettere in difficoltà la Russia bloccando South Stream, in un futuro non lontano dovrà fare i conti con regole puramente commerciali e un'Ucraina privata del suo ruolo di Paese di transito. Mentre dei 4 miliardi di euro già investiti per South Stream «nulla andrà perduto: questi investimenti serviranno per il progetto di gasdotto sottomarino in Turchia».
Del nuovo progetto russo per ora si sa solo che Mosca intende farlo transitare sui fondali del Mar Nero e arrivare a un punto di confine tra Turchia e Grecia. Da lì, ha già fatto sapere l'ambasciatore russo presso l'Ue, Vladimir Chizhov, il nuovo gasdotto «potrà diramarsi verso svariati altri Paesi».