24 gennaio 2020
Aggiornato 15:31
La crisi ucraina non ci lascerà a secco

La Russia minaccia di chiudere il gas all'Ucraina, l'Italia non avrà problemi

Se Kiev non pagherà per le proprie forniture di metano, Mosca interromperà il flusso (che alimenta anche l'Ue) prima di lunedì. Un'eventualità non troppo allarmante per lo Stivale (nel breve e medio periodo) in quanto il nostro Paese ha un'ampia capacità di stoccaggio e può vantare un approvvigionamento diversificato.

MOSCA - La Russia ha annunciato oggi che chiuderà i rubinetti del gas verso l'Ucraina prima del 2 marzo, se il Paese non pagherà per le sue forniture. Il ministro dell'Energia russo, Alexander Novak ha detto che Mosca è pronta a interrompere il flusso «oggi, domani o comunque prima di lunedì». Nel caso Gazprom dovesse farlo, l'Unione europea vedrebbe calare di circa un terzo le proprie forniture che passano proprio attraverso l'ex satellite sovietico. Per l'Italia comunque questa eventualità non sarebbe troppo allarmante nel breve e medio termine, in quanto il nostro Paese ha un'ampia capacità di stoccaggio di gas e può vantare un approvvigionamento diversificato. Diamo uno sguardo alle importazioni di metano italiane nel dettaglio.

DA CHI E COME IMPORTIAMO GAS - Stando a gli ultimi dati disponibili, forniti dal ministero per lo Sviluppo economico e relativi al 2013, il nostro primo fornitore di gas è la Russia, dalla quale importiamo il 45,3% del totale. Gran parte del metano russo (24,1 miliardi di standard di metri cubi, gmc) è arrivato in Italia passando per l'Ucraina attraverso il gasdotto Trans Austria gas (Tag), mentre i restanti 4,6 gmc sono arrivati attraverso i gasdotti Transitgas e Tenp che attraversano i territori di Germania e Svizzera. La Germania può contare su altre infrastrutture che la collegano con la Russia, il gasdotto sottomarino Nordstream (diretto) e i gasdotti Jamal e Yamal Europa (che attraversano la Polonia e la Bielorussia). Altro importante mercato di approvvigionamento è il Nord Africa, con l'Algeria da cui abbiamo importato il 20,2 per cento del totale attraverso le tubature del Transmed e la Libia che ci ha fornito il 9,2 per cento del metano importato attraverso Greenstream. Anche il Qatar è un nostro fornitore di rilievo, che ci ha inviato l'8,6 per cento delle importazioni di gas via mare. L'Italia ha potuto contare poi sull'import dall'Olanda (4,5%, Transitgas, Tenp), Germania (3,4% Transitgas, Tenp), Norvegia (3,2% Transitgas, Tenp) e dall'Austria (1,8%, Tag). Anche guardando i dati relativi al gas per punti di ingresso (Mise, aggiornati però al 2011) è evidente la rilevanza del metano proveniente dall'Ucraina e dall'Austria, che grazie al Tap sbuca a Tarvisio (37,7% del totale), ma anche quella del gas nordafricano che approda a Mazzara del Vallo (30,3%, Transmed) e Gela (3%, Greenstream). Importanti anche quelli di Passo Gries al confine con la Svizzera (15,5%, Transitgas) e gli approdi di Rovigo (10%) e Panigaglia (2,6%). E' utile sottolineare inoltre che, sempre nel 2011, l'87,4 per cento del gas importato in Italia è arrivato per gasdotti, mentre il 12,6 per cento rimanente per nave. Infine bisogna ricordare che dei 70 miliardi di metri cubi del fabbisogno nazionale, il 7,8 per cento è prodotto in Italia (bilancio Snam 2013). 

15 MILIARDI DI METRI CUBI IN STOCCAGGIO - Per quanto riguarda la capacità di stoccaggio, in Italia esistono 12 campi, con le relative infrastrutture di superficie, centrali di iniezione in compressione di gas in giacimento e di riestrazione di gas, localizzate in Abruzzo, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. Il quantitativo di metano presente nei giacimenti di stoccaggio che può essere prelevato ed erogato secondo le richieste di punta del mercato è pari a 16,4 miliardi di metri cubi (dati Mise 2012), di cui 5,1 miliardi di riserva strategica finalizzata a sopperire a situazioni di mancanza degli approvvigionamenti o di crisi del sistema nazionale del gas.

I DEBITI UCRAINI - Tornando invece alla questione ucraina Mosca ha confermato che parteciperà alla riunione a tre che si terrà lunedì a Bruxelles per cercare di definire una soluzione della disputa con Kiev sulle forniture di gas ai separatisti filorussi dell'est da parte di Gazprom. Novak, citato dall'agenzia Ria Novosti ha dichiarato: «Ho confermato la mia partecipazione e abbiamo previsto di discutere l'insieme delle questioni concernenti le nostre relazioni a Bruxelles». La riunione trilaterale dei ministri dell'Energia è stata proposta dalla Commissione europea, che teme che un inasprimento delle relazioni tra Mosca e Kiev sul tema del gas possa danneggiare le forniture ai paesi Ue, che transitano attraverso l'Ucraina. Nel frattempo da parte ucraina la compagnia nazionale Naftogaz ha trasferito 15 milioni di dollari alla controparte russa. Il portavoce di Gazprom, Sergei Kupriyanov, ha confermato il pagamento, ma ha sottolineato che queste risorse in base all'attuale volume delle forniture basterebbero solo per un giorno: «Al livello attuale di approvvigionamento, il pagamento anticipato sarà sufficiente per circa un giorno».