17 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Si riunisce il Consiglio direttivo

Tutti i «nodi» sul tavolo della Bce: dal prolungamento del QE al salvataggio di Mps

Da questa sera si riunisce il Consiglio direttivo della Bce ed è possibile che il governatore Draghi annunci il prolungamento del Quantitative easing. La Vigilanza, inoltre, è chiamata a decidere sul nodo Mps e su Ubi Banca

Il governatore della Bce, Mario Draghi.
Il governatore della Bce, Mario Draghi. Shutterstock

FRANCOFORTE - Torna a riunirsi il Consiglio direttivo della Banca centrale europea, l'ultimo incontro operativo dell'anno e anche quello da cui analisti e mercati attendono innanzitutto una proroga del piano di acquisti di titoli. Con il quantitative easing, che rappresenta la colonna portante delle misure di stimolo alla crescita economica intraprese dal governatore Draghi, l'istituzione di Francoforte cerca di favorire una normalizzazione dell'inflazione, che nell'area euro resta pericolosamente bassa.

Leggi anche "Bce, perché il QE di Draghi non ha effetto sull'economia reale"

Si riunisce il Consiglio direttivo della Bce
Le decisioni del direttorio, che inizia con una cena semi informale stasera e si svolgerà domani, verranno annunciate alle 13 e 45. Sui tassi di interesse non sono attese variazioni. Da alcuni mesi però la Bce include in questa comunicazione anche altre decisioni chiave di politica monetaria. Non è quindi da escludere che assieme ai tassi arrivino indicazioni anche sulla possibile proroga del Qe. Altrimenti spetterà al presidente Mario Draghi fare chiarezza, alla conferenza stampa esplicativa delle 14 e 30, che si svolgerà sempre domani.

Leggi anche "Bce, chi guadagna davvero col QE di Mario Draghi?"

L'incertezza politica domina l'Occidente
L'incontro cade in una fase in cui l'incertezza politica si sta sempre più evidenziando come uno dei principali fattori di rischio sulle prospettive di crescita economica, che sono attentamente soppesate dalla Bce nell'assumere le sue decisioni. La Vittoria di Donald Trump alle presidenziali Usa solleva potenziali problemi in termini di interscambio commerciale globale. E ora anche il «no» al referendum in Italia sulle riforme costituzionali dà vita a una notevole incognita sulla stabilità politica di un Paese che da sempre, a causa del suo elevato debito pubblico, viene guardato con una certa attenzione.

L'euro recupera sul dollaro e lo spread si riduce
E' vero che proprio il piano di acquisti di titoli della Bce assicura un amplissimo e resistente cordone di sicurezza contro le turbolenze di mercato. E del resto le temute reazioni negative paventate dal terrorismo finanziario ad oggi non si sono verificate. Sull'euro si è perfino assistito ad un recupero sopra quota 1,07 sul dollaro e lo spread si è ridotto. Su questo punto, però, potrebbe aver influito soprattutto la sconfitta del candidato di estrema destra ed euroscettico alle presidenziali in Austria: un appuntamento che forse i mercati temevano anche più del referendum italiano.

Il 2017 è l'anno delle elezioni nell'UE
Ma di sicuro l'ansia elettorale non è finita, anzi: si sta per aprire un anno, il 2017, in cui si terranno elezioni chiave delle due maggiori economie dell'area euro. La Francia con le presidenziali ad aprile e la Germania, a settembre, con le elezioni generali. Senza scordare che si voterà anche in Olanda, a marzo. Insomma un calendario di appuntamenti pesante, che teoricamente non dovrebbe interessare la Bce ma realisticamente verrà tenuto ben presente. Il Consiglio avrà a disposizione le previsioni aggiornate dei tecnici su crescita economica e inflazione, stime che spesso sono un'occasione per varare decisioni di rilievo.

Il possibile prolungamento del QE
Come accennato, però, la questione più attesa oggi riguarda la proroga del Qe: la manovra di acquisti partita nel marzo del 2015 al ritmo di 60 miliardi di euro al mese, che nel marzo di quest'anno è stata potenziata a 80 miliardi mensili. Attualmente è prevista scadere nel marzo 2017. Ma dato che il caro vita resta ben lontano dall'obiettivo ufficiale dell'istituzione - inflazione inferiore ma vicina al 2 per cento sulla media di 18-24 mesi - è ampiamente condivisa la previsione di un via libera alla prosecuzione. Per la maggiore è attesa una estensione di 6 mesi, ma alcuni osservatori ipotizzano invece che il Qe venga prolungato anche di 9 mesi. Un altro aspetto riguarda la mole della manovra.

Le controindicazioni del quantitative easing
La Bce potrebbe proseguire al ritmo attuale, ma non è escluso che normalizzi il Qe al suo ritmo iniziale di 60 miliardi di euro al mese. In una recente intervista ad un quotidiano spagnolo, Draghi ha rilasciato dichiarazioni che lasciano intuire come la decisione potrebbe risultare da un bilanciamento dei due fattori: prorogare il Qe, ma ridimensionarne la mole. «Possiamo assicurare la linea appropiata tramite diverse combinazioni di strumenti - ha detto il banchiere centrale - ad esempio l'ammontare degli acquisti mensili o la durate in cui avvengono».Va anche rilevato che il Qe non può in ogni caso proseguire all'infinito ai ritmi attuali. Gli acquisti della Bce infatti, rilevano alcuni esperti, superano di gran lunga le nuove emissioni nette effettuate dai Paesi dell'area euro.

La Vigilanza è chiamata a decidere sul Mps
La scorsa settimana la Bce ha comprato titoli per altri 18 miliardi di euro, di cui 14,5 miliardi di emissioni pubbliche. Infine, ma non ultimo, parallelamente il Consiglio di vigilanza della Bce, organo separato dalla politica monetaria e diretto da Danièle Nouy, potrebbe essere chiamato a discutere di due vicende che riguardano le banche italiane. Il caso Mps, che secondo persistenti indiscrezioni di stampa potrebbe tentare di ottenere proroghe al piano di raccolta di capitali sul mercato, alla luce dell'incertezza che si è creata con le dimissioni annunciate dal governo. Ma sul tavolo della vigilanza potrebbe esserci anche il dossier Ubi sull'acquisizione di Banca Marche, Popolare Etruria e Carichieti.

Sul tavolo c'è anche il nodo Ubi Banca
Ma è anche possibile che entrambi i dossier richiedano ancora qualche giorno. L'iter procedurale prevede che le decisioni del Consiglio di Vigilanza vengano avallante dal Consiglio direttivo sulla base del principio della «non obiezione». In pratica, se in un tempo congruo il Consiglio Direttivo non solleva obiezioni le decisioni della Vigilanza diventano valide. Onde evitare conflitti di interessi con la politica monetaria poi, la Bce tende a separare le decisioni su tassi e temi simili da quelle attinenti alla Vigilanza. Prima della fine dell'anno si svolgerà una ulteriore riunione del Consiglio direttivo, tra l'altro proprio non operativo sulla politica monetaria: mercoledì 14 dicembre. Ma la dialettica interna tra Vigilanza e Consiglio direttivo può avvenire anche tramite documentazioni scritte, senza la necessità di riunioni formali. Quindi eventuali decsioni su Mps o Ubi non sono vincolate a date prestabilite.