26 novembre 2022
Aggiornato 22:30
Pubblicati i verbali della Fomc

FED: «Avanti con l'aumento dei tassi, calo inflazione più lento del previsto»

La FED è preoccupata da un'inflazione a un livello «alto a livelli inaccettabili». È quanto emerge dai verbali della riunione 20 e 21 settembre. I rischi di fare troppo poco superano quelli di fare troppo sul fronte dell'inflazione

Banconote da 100 dollari
Banconote da 100 dollari Foto: Pixabay

Secondo il resoconto del loro ultimo incontro, i banchieri centrali della Federal Reserve americana sono più preoccupati di fare troppo poco per frenare l'impennata dell'inflazione che di fare troppo e proseguono con determinazione nel percorso per inasprire la politica monetaria in modo da frenare la crescita dell'economia.

I verbali della riunione di settembre - in cui la Fed ha deciso il suo terzo aumento consecutivo del tasso di riferimento di 0,75 punti percentuali - mettono in luce come la banca centrale abbia alzato l'asticella nella sua campagna storicamente aggressiva per portare i prezzi sotto controllo.

Secondo il resoconto, i banchieri centrali continuano a impegnarsi a inasprire «deliberatamente» la politica monetaria «alla luce di un'inflazione ampiamente diffusa e inaccettabilmente alta».

«Molti partecipanti hanno sottolineato che il costo di intraprendere azioni insufficienti per ridurre l'inflazione probabilmente supera il costo di intraprendere azioni eccessive» si legge nei verbali.

Tuttavia, il verbale della riunione, che ha avuto luogo prima che il FMI e altri lanciassero l'allarme per le prospettive sempre più cupa per l'economia globale, mostra che i responsabili della politica monetaria Usa sono preoccupati delle prospettive internazionali «altamente incerte».

Il resoconto dell'incontro arriva appena un giorno prima di un atteso dato sull'inflazione, uno degli ultimi dati critici prima della prossima decisione della Fed sui tassi a novembre e delle elezioni di midterm di pochi giorni dopo.

Un'inflazione intensa e persistente tormenta la banca centrale statunitense e l'amministrazione Biden ha espresso il timore di una forte recessione e di significative perdite di posti di lavoro scatenate dalle misure per far fronte alle pressioni sui prezzi.

I funzionari della Fed stanno discutendo se un quarto aumento del tasso di 0,75 punti percentuali sia necessario a novembre, portando il tasso sui fondi federali a un target compreso tra il 3,75% e il 4%.

Secondo le proiezioni pubblicate a settembre, la maggior parte dei presidenti delle banche della Fed e dei membri del consiglio di amministrazione della Fed prevede che i tassi saliranno al 4,4% entro la fine dell'anno e raggiungeranno il picco del 4,6% nel 2023.

Una significativa minoranza di funzionari ha tuttavia approvato un approccio leggermente meno aggressivo, suggerendo che molti sono aperti al fatto che la Fed scenda a incrementi di mezzo punto già il mese prossimo.

La Fed ha subito pressioni internazionali per rallentare il ritmo degli aumenti dei tassi, dato il significativo impatto sull'economia globale e sulla capacità dei paesi con finanze pubbliche più deboli di ripagare i propri debiti.

Il FMI questa settimana ha avvertito che «l'ora più buia» per l'economia globale si avvicina, sia in termini di crescita che di stabilità finanziaria. Ma ha comunque esortato le banche centrali a «mantenere la rotta», dato che il rischio di fare troppo poco per contrastare l'inflazione supera i costi di non essere abbastanza audaci.

Riconoscendo «l'elevata incertezza economica e finanziaria globale», questa settimana il vicepresidente Lael Brainard ha affermato che la Fed dovrebbe procedere con aumenti dei tassi «deliberatamente e in modo dipendente dai dati».

Segnali di stress finanziario globale hanno iniziato a emergere dalla riunione di settembre, esacerbati in parte dall'estrema volatilità dei mercati del Regno Unito. Nonostante i molteplici interventi di emergenza da parte della BoE, il mercato dei titoli di Stato del Regno Unito è rimasto sotto la pressione delle vendite.

Tuttavia, la Fed sostiene che i mercati finanziari statunitensi stanno funzionando correttamente, segnalando che la banca centrale rimane concentrata sull'elevata inflazione interna.

(con fonte Askanews)