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ENI non smette di cercare idrocarburi in Egitto

Il Cane a sei zampe si è aggiudicato due nuove licenze esplorative nell'offshore egiziano diventando operatore del blocco North El Hammad con la quota del 37,5% (in compartecipazione con BP, 37,5%, e Total, 25%) e acquisendo la partecipazione del 50% nel blocco North Ras El Esh (in compartecipazione paritetica con BP 50%, che avrà il ruolo di operatore)

ENI sbarca in Messico

Il Cane a sei zampe si è aggiudicato un Production sharing contract, con la quota del 100%, per lo sviluppo e lo sfruttamento dei giacimenti a olio di Amoca, Miztón e Tecoalli, che si trovano nella Baia di Campeche

Incognita Goliat

Per l'Eni la piattaforma nel Mar di Barents è pronta, si stanno facendo test ripetuti di sicurezza e dovrebbe diventare operativa in settimane. Secondo la stampa norvegese l'Autorità per la sicurezza petrolifera di Oslo non concederà l'autorizzazione ad avviare il campo entro l'anno

Total «a scuola» di raffinazione da ENI

I due gruppi hanno firmato un accordo di licenza per il diritto di uso della tecnologia Est (Eni Slurry Technology) sviluppata dal Cane a 6 zampe ed hanno avviato oggi un progetto congiunto di cooperazione volto a valutare ed adattare questa tecnologia alle esigenze produttive della società francese

Nuovo colpo da 560 milioni di dollari per Saipem

L'azienda di ingegneristica attraverso la sua controllata Petrex SA Chilean Branch, si è aggiudicata un nuovo contratto di Ingegneria e Costruzione dalla società di Stato cilena Corporación Nacional del Cobre de Chile, uno dei maggiori produttori di rame al mondo, per lo sviluppo di una condotta ad acqua e di tutte le strutture associate, incluse le stazioni di pompaggio

Bloomberg lancia l'allarme sul settore petrolifero

Da qui a 5 anni scadranno obbligazioni del comparto per circa 550 miliardi. 72 miliardi quest'anno che diventeranno 85 nel 2016 e 129 nel 2017. Se si scompone il debito per nazionalità delle imprese, al primo posto si trovano gli Stati uniti responsabili del 20% del debito del 2015. Seguono le cinesi con il 12% e i produttori del Regno Unito con il 9%

L'Iran rassicura l'ENI

«Abbiamo messo a punto nuovi modelli contrattuali molto più attraenti per le major petrolifere che verranno presentati a Londra a dicembre» ha dichiarato il ministro del Petrolio Bijan Zanganeh, al termine del suo incontro di oggi con i ministri Paolo Gentiloni e Federica Guidi, e con l'ad del Cane a sei zampe, Claudio Descalzi

Matteo Renzi «pirata dei mari»

Legambiente ha consegnato simbolicamente al premier la «Bandiera Nera» per «l’evidente deriva petrolifera che ha caratterizzato e caratterizza le scelte del suo governo» che ha autorizzato le trivelle lungo le coste italiane con il decreto Sblocca Italia

I petrolieri parlano di cambiamento climatico dal 1977

L'impatto delle attività umane sui cambiamenti climatici era noto alle grandi compagnie petrolifere mondiali già da 38 anni, una decina di anni prima che della questione si cominciasse a parlare pubblicamente. Le prove sono state raccolte dall'Ong statunitense Union of Concerned Scientists (Ucs), che le ha pubblicate nel dossier «The Climate deception»

Greenpeace e Legambiente tornano all'attacco dell'airgun

Continua la battaglia delle 2 associazioni contro la ricerca e l'estrazione di idrocarburi in mare. Una ha lanciato il «Renzi PetrolTour», una nuova provocazione che ammicca al settore del turismo. I volontari del «cigno verde» invece hanno proposto l'hastag #StopOilAirgun a sostegno della petizione per chiedere lo stop della prospezione sismica

Zingales lascia l'ENI, Gasparri annuncia battaglia

Il consigliere indipendente e componente del comitato controllo e rischio e del comitato nomine del consiglio di amministrazione, si è dimesso dal cda del Cane a sei zampe «per non riconciliabili differenze di opinione sul ruolo del consiglio nella gestione della società». Secondo molti la scelta è legata alla nomina dell'ex viceministro degli Esteri, Lapo Pistelli

Quanto è costata la Marea nera a British petroleum

Bp risarcirà gli Stati uniti con 18,7 miliardi di dollari per il disastro ambientale della piattaforma Deepwater Horizon, nel 2010, in cui morirono 11 persone e vennero sversati in mare milioni di barili di petrolio. L'incidente, definito dalle autorità americane il peggiore di sempre provocò la formazione di una marea nera che ricoprì le acque del Golfo del Messico per 3 mesi

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