5 giugno 2020
Aggiornato 09:00
Prevista la produzione di biodiesel

Gela: chiesto il riconoscimento di «Area di crisi industriale complessa»

Il governatore della Sicilia Crocetta, ha voluto fare il punto sul progetto di rilancio della raffineria, presentato al ministero dello Sviluppo economico (Mise) il 6 novembre scorso. Durante la riunione odierna a Roma, il governo e la Regione hanno ribadito il loro appoggio al disegno industriale del Cane a sei zampe mentre l'azienda ha confermato i propri impegni.

ROMA – Il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, ha voluto fare il punto sul progetto di rilancio della raffineria di Gela, presentato al ministero dello Sviluppo economico (Mise) il 6 novembre scorso. Durante la riunione odierna ospitata dal Mise, il governo Renzi e la Regione Sicilia hanno ribadito il loro appoggio al disegno industriale del Cane a sei zampe mentre l'azienda ha confermato i propri impegni.

CROCETTA, GELA AREA DI CRISI - Il presidente Crocetta ha quindi comunicato al ministero la presentazione dell'istanza per il riconoscimento di «Area di crisi industriale complessa» per Gela, e il viceministro Claudio De Vincenti si è impegnato a convocare in tempi rapidi la prima riunione istruttoria tra governo, Regione ed Enti Locali per l'elaborazione del relativo «Accordo di programma». Nel corso della prossima settimana avranno luogo in Sicilia incontri preparatori tra istituzioni ed il colosso energetico.

I PROGETTI DI ENI PER GELA - Nel novembre scorso è stato firmato l'accordo fra Eni e Mise per una nuova fase di industrializzazione a Gela che ha in progetto l’avvio di nuove attività di esplorazione e produzione di idrocarburi sul territorio siciliano e in mare (queste attività potrebbero venire bloccate dal disegno di legge ecoreati), la valorizzazione delle risorse gassifere della regione, e il rilancio dei dei campi già in esercizio, offshore e onshore. Poi il colosso energetico ha intenzione di trasformare il polo di Gela in una raffineria «verde»​ per la produzione di green diesel, biocarburante a elevata sostenibilità ambientale, prodotto da olio vegetale. Alla raffineria inoltre sarà affiancato un nuovo polo logistico per spedire quanto prodotto in loco. Anche sul piano del metano Eni ha in mente nuovi sviluppi per Gela: l'azienda infatti si è impegnata a realizzare uno studio di fattibilità per la creazione di un'infrastruttura di stoccaggio e di trasporto di gas naturale liquido (Gnl) e compresso (Cng) che potrebbe essere impiegato per i rifornimenti di mezzi marittimi e terrestri. Stesso impegno è stato preso per la realizzazione di un impianto di produzione di lattici naturali da realizzarsi all’interno della raffineria di Gela. In questo caso si dovrebbe sviluppare una filiera agricola per la coltivazione del guayule (Parthenium argentatum), dal quale estrarre la gomma naturale.

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