22 gennaio 2021
Aggiornato 06:30
Descalzi: «Pesa la caduta del prezzo del petrolio»

ENI presenta il piano 2015-2018

Il Cane a sei zampe darà ai propri azionisti un dividendo di 80 centesimi per azione, rispetto alla cedola di 1,12 euro pagata quest'anno. Dismissioni per 8 miliardi. Saranno cedute Galp e Snam. Taglio agli investimenti del 17%.

ROMA – Tonfo a Piazza Affari per Eni, che ha chiuso le contrattazioni a -4,59 per cento. Il titolo, che è stato sospeso, è stato affossato dalla notizia che la compagnia darà ai propri azionisti un dividendo di 80 centesimi per azione, rispetto alla cedola di 1,12 euro pagata quest'anno.

DESCALZI, PENALIZZATI DA PREZZO PETROLIO BASSO - L'amministratore delegato, Claudio Descalzi ha annunciato: «Proporrò per il 2015 il pagamento di un dividendo base di 80 centesimi di euro confermando per gli anni successivi un progressivo aumento in linea con la nostra crescita». L'ad ha commentato: «La caduta del prezzo del petrolio fa sì che il nostro piano 2015-2018 si basi su prezzi molto più bassi rispetto al passato. Abbiamo adottato una serie di nuove misure, tra cui l’ottimizzazione degli investimenti e la riduzione dei costi che rafforzeranno il nostro business. Nel nuovo scenario di prezzi del petrolio, abbiamo ritenuto appropriato ribassare il dividendo per il 2015 in linea con i nostri obiettivi strategici. Si tratta di un livello che ci consente di mantenere una crescita sostenibile e di confermare una politica di distribuzione progressiva con i risultati attesi. Stiamo costruendo un’Eni molto più solida, in grado di affrontare anche scenari di prezzo del petrolio in calo, continuando nello stesso tempo a generare risultati sostenibili e creare valore per gli azionisti».

-17% DI INVESTIMENTI - Eni ha presentato il proprio piano industriale 2015-2018. L'obiettivo del Cane a sei zampe, ha aggiunto Descalzi nel corso della presentazione del piano strategico quadriennale, «è avere un pay-out sostenibile». L'azienda ha fatto sapere di avere in programma dismissioni per 8 miliardi di euro da qui al 2018. Saranno cedute Galp e Snam, quote in eccesso in giacimenti scoperti, asset upstream maturi e attività non core nei settori mid e downstream. La società ha aggiunto che sospenderà il suo programma di buy-back. La società «valuterà la sua riattivazione quando i progressi strategici e lo scenario di mercato lo consentiranno». La compagnia ha spiegato poi che ridurrà gli investimenti del 17 per cento rispetto al piano precedente (prevedendo una spesa di 48 miliardi fino al 2018), e conterrà i costi operativi, generali e amministrativi per circa 2 miliardi. Il colosso energetico ha sottolineato che lo scenario globale è «radicalmente diverso da quello previsto nel piano precedente, con un prezzo del Brent stimato ora a 55 dollari al barile nel 2015, oltre la metà della media degli ultimi quattro anni, e previsto in graduale crescita fino a 90 dollari al barile nel 2018».