20 luglio 2019
Aggiornato 18:30

Mihajlovic, assist a Conte: il Milan è sempre più azzurro

Ben 8 italiani schierati dal primo minuto contro il Sassuolo, altrettanti ne scenderanno in campo stasera a San Siro contro il Chievo. La rivoluzione italica di Mihajlovic inizia a prendere forma. E il presidente Berlusconi finalmente sorride.

MILANO - Otto italiani in campo su undici calciatori schierati titolari. Almeno un primato, il Milan di Mihajlovic può orgogliosamente rivendicarlo. Non proprio un record assoluto, visto che - ad esempio stasera - il Frosinone ne schiererà 9. Ma tolto il club laziale neopromosso, nessuna squadra del campionato di serie A può permettersi di schierare tanti italiani dal primo minuto. Perfino la tanto celebrata Juventus, portatrice sana del blocco monolitico della difesa azzurra (Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini), non arriva a tanto e - ad esempio - contro il Sassuolo saranno 6 gli italiani in campo dall’inizio per i bianconeri.

Il Napoli con nessun italiano
Per non parlare delle altre big, o presunte tali, del nostro campionato: l’Inter vincente ieri sera a Bologna schierava solo Santon e Ranocchia (non propriamente due titolari inamovibili), la Lazio che affronterà l’Atalanta punta su 3 nativi (Marchetti, Candreva e Matri), la Fiorentina di scena a Verona 2 (Astori e Pasqual), la Roma anti-Udinese 1 (Florenzi), e addirittura zero assoluto l’osannato Napoli di Maurizio Sarri, pronto ad accogliere il Palermo.
Con queste premesse non c’è da meravigliarsi che poi la nazionale di Antonio Conte faccia fatica a mettere insieme una rosa decente con cui affrontare al meglio i prossimi europei di Francia 2016.
Che poi, a dirla tutta, anche l’Italia, con i vari Eder, Vasquez etc. etc., non è che sia proprio così «nostrana», ma questo è un altro discorso.

Da Donnarumma a Balotelli
Interessante è che il Milan, giudicata - non a torto - la maggiore delusione di questo inizio di stagione in serie A, rappresenti oggi per il ct azzurro una sorta di ancora di salvezza, un prezioso bacino di utenza a cui attingere per consolidare una squadra inesorabilmente sempre più povera.
E quindi, a cominciare dal baby portiere Donnarumma, 16 anni di talento purissimo al servizio del Milan e di tutte le prossime nazionali a venire per i prossimi 20 anni, per finire all’uomo più discusso di tutto il panorama calcistico nazionale (seppur attualmente infortunato), Mario Balotelli, il Milan è una riserva inesauribile di «italianità».

Berlusconi: «Voglio un Milan giovane e italiano»
I terzini, tutti rigorosamente azzurri (Abate, De Sciglio, Antonelli e il giovanissimo e promettente Calabria), il difensore centrale Romagnoli, considerato dalla gran parte degli osservatori l’erede di Alessandro Nesta, e un robusto pacchetto di centrocampo formato da Montolivo, Bertolacci, Bonaventura, Cerci e Poli, oggi incarnano alla perfezione il modello tanto desiderato dal presidente Berlusconi: «Il Milan del futuro sarà giovane, italiano e costruito possibilmente con i ragazzi del nostro vivaio».
Era il febbraio 2015, il Milan di Filippo Inzaghi sprofondava ineluttabilmente nelle sabbie mobili della parte bassa della classifica, e le parole del presidente onorario rossonero apparivano come una sorta di proclama delirante buttato lì solo per calmare gli animi degli irrequieti tifosi milanisti. 

8 italiani titolari contro il Chievo
Oggi la squadra di Mihajlovic è un po’ più vicina a quel sogno berlusconiano e la formazione titolare che scenderà in campo contro il Chievo lo dimostra: Donnarumma; Abate, Alex, Romagnoli, Antonelli; Kucka, Montolivo, Bertolacci; Cerci, Bacca, Bonaventura.
Mancano ancora i risultati, ma da qualche parte bisogna pur cominciare.