26 giugno 2019
Aggiornato 14:30
Banche in crisi

Banche, lo scaricabarile di Renzi: «Ci siamo affidati a Bankitalia, è stato un errore»

Il segretario del Partito democratico e aspirante neopremier ha scelto la via del mea culpa nel giorno in cui la Camera voterà la fiducia sul decreto banche

Matteo Renzi accusa la Banca d'Italia di negligenza sulla questione banche.
Matteo Renzi accusa la Banca d'Italia di negligenza sulla questione banche. ( ANSA )

ROMA – Dopo l'ondata di proteste che hanno travolto il Parlamento nelle scorse ore, oggi la Camera vota la fiducia sul dl banche posta dal Governo. La prima chiamata è prevista dalle 14.25. Fuori dall'Aula, però, non si fermano le critiche mosse all'operato dell'Esecutivo da parte del Movimento 5 stelle – che ieri ha manifestato alla Camera contro il decreto facendo risuonare decine di salvadanai pieni di monetine –, dalla Lega Nord e da Fratelli d'Italia. Intanto il premier, Paolo Gentiloni, mantiene un profilo basso mentre l'ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si lancia in un poco credibile mea culpa nella speranza di rialzare l'asticella del consenso popolare e inseguire il centrodestra sulla via che porta a Palazzo Chigi.

Il mea culpa di Renzi sulle banche
«Quando arrivammo a Palazzo Chigi il dossier banche era uno di quelli più spinosi», ricorda Matteo Renzi. Poco dopo, poi, scarica le responsabilità niente popodimenoché sulla Banca d'Italia: «Ci affidammo quasi totalmente alle valutazioni e alle considerazioni della Banca d'Italia, rispettosi della solida tradizione di quella prestigiosa istituzione. E questo è stato il nostro errore, che pagheremo assai caro dal punto di vista della reputazione più che della sostanza». Questo scrive il segretario del Pd nel suo libro in uscita per la campagna elettorale - titolato «Avanti» -, ricordando la sua esperienza al governo.

Lo scaricabarile sulla Banca d'Italia
«Se avessimo avuto una struttura nostra a Palazzo Chigi avremmo lavorato meglio anche con la Banca d'Italia – prosegue l'ex premier -. Non decidemmo una struttura di missione come per la scuola e la difesa del suolo, forse avremmo potuto migliorare alcuni dei testi usciti». La vicenda ormai si è chiusa e i cocci sono in terra: «Io dico solo che abbiamo chiesto la piena collaborazione istituzionale senza creare un team, ma forse con il senno di poi...», argomenta ancora Renzi restando sui provvedimenti relativi alle banche. Anche «la famosa vicenda delle 4 banchette l'avremmo fatta in modo diverso», aggiunge.

Padoan corre in aiuto di Renzi
In suo aiuto corre anche il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, che torna sulla soluzione delle crisi bancarie per ricordare che «è stato detto che l'Italia ha violato lo spirito delle norme» europee, ma «le riunioni di ieri di Ecofin e Eurogruppo hanno confermato che tutto si è svolto nel rispetto delle regole comunitarie». Per il sistema bancario italiano «possiamo dire che siamo a un punto di svolta» e «all'origine c'è la ripresa dell'economia, senza dimenticare il ruolo cruciale svolto dalle riforme", ha sottolineato il numero uno del Mef all'assemblea annuale dell'Abi. «Il peggio è alle spalle», ha concluso Padoan.