24 giugno 2019
Aggiornato 15:00
Crisi

Draghi invita alla «prudenza» sulla fine del QE

Il governatore della Banca centrale europea è intervenuto in occasione del forum delle banche centrali a Sintra e ha sciolto ogni dubbio sul programma di acquisto dei titoli pubblici e privati

Il banchiere centrale Mario Draghi è intervenuto al Forum delle banche centrali a Sintra.
Il banchiere centrale Mario Draghi è intervenuto al Forum delle banche centrali a Sintra. ( ANSA )

SINTRA - Nell'Eurozona la ripresa economica è «ben distribuita e superiore al trend». Lo ha detto Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, in occasione del Forum delle banche centrali in corso a Sintra, in Portogallo. Ma «dobbiamo continuare nella nostra politica monetaria» e prima di avviare il rientro dalle misure espansive serve «prudenza» attraverso aggiustamenti graduali dello stimolo monetario, come ha sottolineato il governatore centrale. Draghi ha ricordato come dall'avvio dell'allentamento quantitativo, il maggiore sforzo espansivo della Bce, il Pil dell'Eurozona sia salito del 3,6%. Il numero uno di Francoforte ha quindi sottolineato che l'Unione europea deve essere «prudente», «persistente» e «paziente» per vincere la crisi economica.

Draghi sul debito greco
E sul tema delle politiche economiche, ha ricordato come le incertezze sulle chance di realizzare riforme strutturali siano rientrate, «le cose sono cambiate e spirano venti a favore».Tuttavia restano irrisolti alcuni dei nodi più difficili dell'esistenza comunitaria, come quello del debito greco. «Al momento lo staff della Bce non è in grado di completare una analisi sulla sostenibilità del debito pubblico della Grecia», ha dichiarato Draghi rispondendo a una lettera dell'europarlamentare ellenico Nikolaos Chountis.

Il programma di acquisto di obbligazioni corporate
«Abbiamo preso atto della discussione in corso nell'Eurogruppo, ma il livello di dettaglio sulle misure è ancora insufficiente sia per una analisi quantitativa e sia per valutare la dinamica del debito nei diversi scenari», ha sottolineato Draghi. Il presidente della Bce ha inoltre risposto anche alla lettera inviata da un nutrito gruppo di europarlamentari sul programma di acquisto di obbligazioni corporate (Cspp) avviato dalla Bce. Per quanto riguarda le «investment guidelines (politiche di investimento)» che regolano il programma di acquisto di obbligazioni corporate, il Presidente puntualizza che la Bce ricorda come il programma di acquisti sia dotato di sufficiente flessibilità e non siano previsti vincoli sugli acquisti di bond in relazione all'ammontare emesso, dunque «l'Eurosistema può comprare anche bond emessi da imprese di minori dimensioni, come già fatto in passato».

Il credito alle pmi
Come illustrato dal banchiere centrale, il programma Cspp facilitando l'accesso delle grandi imprese al mercato obbligazionario libera risorse, nei bilanci bancari, per prestiti anche alle Pmi. Inoltre tassi più bassi sul mercato dei bond riducono il costo della raccolta obbligazionaria delle banche e conseguentemente dei prestiti concessi alle Pmi. «Questo è dimostrato dall'ultima indagine sull'accesso al credito per le piccole e medie imprese – ha concluso Draghi -. Dal 2014 il declino dei tassi sui prestiti bancari inferiori a 250mila euro, tipici delle piccole e medie imprese, è stato di 180 punti e di circa 40 punti dall'introduzione delle ulteriori misure annunciate nel marzo 2016».