17 ottobre 2019
Aggiornato 12:31
Tutti soddisfatti tranne Israele

Nucleare iraniano: l'accordo non c'è, l'intesa sì

L'Iran e i Paesi del gruppo 5+1 hanno sorpassato le divergenze su tutti i temi principali. Da oggi iniziano i lavori per la stesura del testo definitivo, completo di tutti i dettagli tecnici, che dovrebbe essere firmato per il 30 giugno.

LOSANNA – Nucleare iraniano: l'accordo non c'è, ma l'Iran e i Paesi del gruppo 5+1 (Germania, Francia, Regno unito, Stati uniti, Cina e Russia) hanno trovato un'intesa sulle questioni principali, come aveva anticipato Teheran nei giorni scorsi. Da oggi iniziano i lavori per la stesura del testo definitivo, completo di tutti i dettagli tecnici, che dovrebbe essere firmato per il 30 giugno.

IRAN, NOSTRO PROGRAMMA NUCLEARE LEGITTIMO - «Adesso abbiamo i parametri per risolvere i problemi più grandi sul programma nucleare», il commento su Twitter del segretario di Stato Usa John Kerry, che ha definito quello di ieri «un grande giorno». Kerry ha poi aggiunto: «Torneremo al lavoro presto su un accordo definitivo». Il 2 aprile l'alto rappresentante degli Esteri dell'Unione europea, Federica Mogherini e il suo omologo di Teheran, Mohammad Javad Zarif, hanno diffuso un comunicato congiunto dove hanno annunciato che è si è raggiunta l'intesa su una bozza di accordo preliminare per la risoluzione della questione del programma nucleare della Repubblica Islamica. Il capo negoziatore iraniano, Seyed Abbas Araqchi, ha commentato: «Il riconoscimento internazionale della legittimità del programma nucleare iraniano è il più grande successo ottenuto per l'Iran in questi negoziati».

MOGHERINI, UN PASSO VERSO MONDO MIGLIORE - Mogherini intervistata da RaiNews 24 ha spiegato: «Abbiamo chiuso tutti i principali nodi politici rimasti aperti e abbiamo trovato un accordo politico su ognuno di questi. Da domani possiamo iniziare a stendere il testo dell’accordo finale. È effettivamente un passo molto importante verso un accordo che sarà storico». L'ex ministra degli Esteri italiana ha affrontato anche il tema delle sanzioni all'Iran: «Ci sono diversi tipi di sanzioni sull’Iran, l’accordo stabilisce che vengano levate permettendo al Paese di aprirsi al mondo. È un passo veramente storico, verso un mondo migliore. Abbiamo passato notti a discutere e abbiamo rischiato diverse volte di fermarci, è stata una maratona faticosa per tutti ma c’è moltissima soddisfazione».

NETANYAHU, ISRAELE MINACCIATO - Il ministero degli Esteri russo ha espresso la propria soddisfazione in una nota: «L'intesa raggiunta sul dossier nucleare iraniano rappresenta  un buon esempio per risolvere i problemi complicati internazionali attraverso una soluzione politica ed il dialogo». Il presidente degli Usa, Barack Obama ha dichiarato che è stata raggiunta «un’intesa storica con l’Iran», aggiungendo che si tratta di un «buon affare. Un ottimo accordo per gli Stati Uniti e per i suoi alleati e per un mondo più sicuro, che soddisfa i nostri obiettivi principali». Obama, che sul punto è stato molto contestato dai repubblicani più vicini a Israele ha aggiunto che sull'accordo verranno fatte «verifiche senza precedenti», dicendo che «se l'Iran ci inganna, il mondo lo saprà». Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu invece ha espresso la sua «forte opposizione. Potrebbe minacciare la sopravvivenza di Israele… tale accordo sul nucleare è un errore storico».

VIA SANZIONI DOPO ISPEZIONI AIEA - L'Agenzia internazionale dell'energia atomica (Aiea) è «pronta a verificare l'attuazione» di quanto contenuto nell'accordo tra la comunità internazionale e l'Iran sul dossier nucleare, una volta che questo verrà «definito», è scritto in una nota dell'Aiea. L'Agenzia avrà un ruolo chiave: le sanzioni americane ed europee a Teheran verranno revocate solo dopo che l'Aiea avrà verificato il rispetto degli accordo. L'Iran dovrà garantire ampio accesso ai siti già noti e ispezioni generali per verificare che non siano creati impianti alternativi per aggirare le promesse fatte. Le sanzioni saranno ripristinate in caso di violazioni accertate. In particolare l'Iran dovrà ridurre il numero delle centrifughe: ne potrà mantenere attive 6.104 su circa 19mila che ha costruito, inoltre l'arricchimento dell'uranio non potrà sorpassare la soglia del 3,67 per cento. Teheran poi ha acconsentito di non arricchire più uranio per 15 anni nel sito di Fordo (Fardow), protetto da una montagna, considerato il più pericoloso, perché al riparo da qualsiasi attacco militare.