17 ottobre 2019
Aggiornato 20:30
Draghi e il QE

Al via il direttorio della Bce: cosa aspettarsi da Mario Draghi

Domani avrà luogo il meeting della Bce e il governatore centrale terrà il suo consueto discorso dopo il Consiglio Direttivo. Il focus dei mercati è tutto su Mario Draghi

Domani alle 14,30 Mario Draghi terrà il suo discorso dopo il Consiglio Direttivo della BCE.
Domani alle 14,30 Mario Draghi terrà il suo discorso dopo il Consiglio Direttivo della BCE. ANSA

FRANCOFORTE - Tutti i riflettori sono nuovamente puntati su Mario Draghi. Domani avrà luogo il meeting della Bce, che di fatto inizia stasera, con la cena informale che precede il Consiglio direttivo, che si svolge sempre il giovedì mattina. Le decisioni formali sui tassi di interesse, su cui non sono attese variazioni, verranno comunicate alle 13 e 45, assieme a quelle sul proseguimento del Qe su cui di nuovo non sono attesi cambiamenti, anche se non è escluso che l'istituzione possa ritoccare la terminologia del comunicato iniziale. Variazioni simili possono anche implicare significativi sviluppi e cambi di orientamento. Le maggiori novità, però, potrebbero arrivare dalla conferenza stampa esplicativa che il presidente Mario Draghi terrà alle 14 e 30 e che si apre con la lettura di un lungo comunicato. L'obiettivo del governatore centrale, infatti, sarà quello di rassicurare i mercati in vista del tapering: il percorso che porterà all'esaurimento del QE.

Cosa succede nell'Eurozona
Il contesto attuale vede la ripresa economica proseguire, ma con l'inflazione in frenata e l'euro in salita. Quest'ultimo fattore indirettamente è una sorta di piccolo inasprimento monetario e combinato con la debole inflazione conforta la linea cauta seguita finora da Draghi, che non ha voluto affrettare i tempi sulla non semplice manovra di riduzione degli stimoli. Questi stessi fattori smorzano gli argomenti dei «falchi», coloro che nel direttorio vorrebbero invece procedere più speditamente ad una normalizzazione della politica monetaria.

La Bce insegue la normalizzazione dell'inflazione
Da anni la Bce tiene i tassi di interesse inchiodati a zero e a questo, dal marzo del 2015, ha aggiunto un massiccio quantitative easing tramite un piano di acquisti di titoli di Stato, che è previsto proseguire al ritmo di 60 miliardi di euro al mese fino a fine anno. Formalmente queste misure servono a favorire un ritorno dell'inflazione a livelli accettabili, vicina al 2% che secondo la Bce corrisponde ad avere una dinamica dei prezzi stabile. Dopo esser ripetutamente caduta sotto zero, l'inflazione di Eurolandia è infatti risalita nei mesi scorsi, in scia ai passati rincari del petrolio, fino a raggiungere un picco del 2% a febbraio.

Cosa aspettarsi dalla riunione del Consiglio
Ma poi ha cambiato rotta ed è tornata a moderarsi, stavolta mentre il petrolio ricalava, all'1,3% a giugno. Gli stimoli della Bce in ogni caso non possono proseguire all'infinito, specialmente gli acquisti di bond, dato che vi sono dei limiti alla quota di singoli titoli che l'istituzione si è autoimposta. Quindi la Bce deve far sapere con ragionevole anticipo, prima della fine dell'anno, cosa intenda fare nei mesi successivi con il Qe. E l'argomento va ancora discusso formalmente nel Consiglio. La riunione di domani potrebbe iniziare questa discussione che certamente proseguirà anche nel mese di settembre.

Il focus dei mercati è sul discorso di Mario Draghi
Ogni indicazione sarà valutata con molta attenzione dai mercati, che lo scorso 27 giugno hanno reagito forse in maniera esagerata ad un intervento di Draghi, che ha ripetutamente parlato di forze reflazionistiche che stanno sostituendo, grazie agli stimoli Bce, quelle deflazionistiche. Nel frattempo l'euro ha superato quota 1,15 sul dollaro, sui massimi da 14 mesi, anche a riflesso della debolezza della valuta Usa che risente di una rimodulazione delle aspettative sui futuri rialzi dei tassi della Fed (ora non è più scontato un ulteriore incremento entro la fine dell'anno) e delle difficoltà incontrate dell'amministrazione Trump per eliminare la riforma Obamacare.