31 maggio 2020
Aggiornato 05:30
Draghi e il QE

Bce, Draghi: «La crescita prosegue moderata, ma costante. Avanti col QE»

Secondo il governatore Draghi, la ripresa economica dell'Ue prosegue moderatamente, ma dipende ancora dagli stimoli monetari. Le sfide però sono aumentate ed è importante come non mai rispondere ad esse in modo coeso e determinato

Il governatore della Bce, Mario Draghi.
Il governatore della Bce, Mario Draghi. Shutterstock

ROMA – La ripresa economica di Eurolandia prosegue moderata, ma costante. Nonostante le critiche, secondo il governatore Mario Draghi le politiche monetarie espansive messe in atto dalla BCE stanno dando i risultati sperati. Ma sull'orizzonte dell'Unione europea sono comparse nuove sfide politiche ed economiche.

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Draghi: La ripresa prosegue moderata ma costante
Secondo il governatore centrale la ripresa economica di Eurolandia ha resistito alle incertezze, prosegue moderata ma costante e sta sfornando risultati positivi sia in termini di posti di lavoro - 4 milioni in più rispetto al picco negativo del 2013 - sia in termini di inizio di risalita dell'inflazione. Ma tutto questo dipende ancora in ampia misura dalle politiche ultra espansive della Bce, e proprio per questo il presidente Mario Draghi ha lanciato nuovi segnali che fanno presagire una proroga del piano di stimoli e di acquisti di titoli a dicembre.

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La politica monetaria da sola non basta
«Non vediamo un rafforzamento consistente della dinamica di fondo dei prezzi», ha spiegato il governatore centrale intervenendo all'assemblea plenaria del Parlamento europeo. Il ritorno dell'inflazione ai valori obiettivo continua a dipendere dall'attuale combinazione, senza precedenti, di supporto monetario. Per questo motivo secondo Draghi è necessario «preservare il grado molto consistente di accomodamento monetario» funzionale a garantire una convergenza sostenuta dell'inflazione verso valori vicini al 2 per cento. Ma la politica monetaria da sola non può bastare. Secondo il numero uno della Bce deve essere accompagnata da «misure decisive» perpetrate da altre responsabilità politiche. Che significa riforme per favorire la produttività e politiche di bilancio la cui composizione sia tarata per sostenere la crescita.

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Le sfide da affrontare sono aumentate
La ripresa di Eurolandia prosegue «ad un ritmo moderato, ma stabile» e ha mostrato una notevole tenuta alle incertezze globali. La disoccupazione ha continuato a calare dal 2013, quando la situazione ha toccato il punto peggiore, e nell'Eurozona sono stati creati oltre 4 milioni di posti di lavoro. Tuttavia, Mario Draghi ha sottolineato che sotto altri aspetti la situazione resta impegnativa. Nel suo precedente intervento alla plenaria, a febbraio, aveva avvertito che la coesione europea veniva messa alla prova e ora «le sfide sono aumentate». Per questo ha deciso di lanciare un nuovo, accorato appello. «E' importante come non mai che l'Europa risponda alle sfide che si trova di fonte in maniera coesa e determinata». Il governatore ha voluto citare le parole pronunciate «da un grande europeo», Carlo Azeglio Ciampi, nella stessa aula dieci anni fa: «se agiamo da soli saremo alla mercé di eventi più grandi di noi, eventi che minacciano la pace e la sicurezza europee».


 

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