16 gennaio 2021
Aggiornato 04:00
Il bollettino mensile

Bce: la ripresa procede, ma con incertezze. Italia e Grecia ultime per la qualità delle istituzioni

Secondo il bollettino mensile della BCE, permangono dei rischi per la crescita economica. I tassi di inflazione resteranno bassi nei prossimi mesi e il super QE potrebbe proseguire oltre marzo 2017. L'Italia è in fondo alla classifica UE per la qualità delle sue istituzioni

ROMA – La BCE ha pubblicato il bollettino mensile sullo stato di salute dell'economia. Il report economico conferma che la ripresa procede moderatamente, ma permangono dei rischi esogeni ed endogeni che potrebbero minare la crescita. Il governatore Draghi ha sottolineato che l'istituto di Francoforte continuerà a monitorare attentamente l'andamento dei dati macroeconomici e che è pronto «ad agire con tutti gli strumenti disponibili» in caso di necessità.

Il bollettino mensile della BCE
Secondo quanto pubblicato nel bollettino economico mensile della BCE, la crescita economica nell'Eurozona sta proseguendo, sorretta dalla domanda interna. La ripresa avanza moderatamente, sfidando le congiunture negative a livello internazionale. Ma l'incremento delle esportazioni rimane modesto. E i rischi per le prospettive di crescita dell'area comunitaria «restano orientati verso il basso». Gli «andamenti sfavorevoli per la ripresa economica nell'area dell'euro» sono diversi.

I rischi per la crescita economica
Nell'elenco dell'Eurotower troviamo l'esito del referendum nel Regno Unito e altre incertezze geopolitiche, le prospettive di crescita contenuta nei mercati emergenti, i necessari aggiustamenti dei bilanci in diversi settori e la lenta attuazione delle riforme strutturali. Inoltre, all'orizzonte non c'è nessuna ripresa del livello dei prezzi del consumo. Per la Bce l'obiettivo di stabilità nel medio termine è fissato intorno al 2%, ma al momento nell'Eurozona si viaggia a ridosso dello zero virgola. A luglio l'inflazione annua è stata pari allo 0,2%.

I tassi di inflazione resteranno bassi nei prossimi mesi
E' perciò «probabile che i tassi di inflazione restino molto bassi nei prossimi mesi», annuncia l'istituto di Francoforte nel bollettino. Ma poi aggiunge che dovrebbero risalire «nel prosieguo del 2016 per motivi in larga parte riconducibili agli effetti base del tasso di variazione sui dodici mesi dei corsi dell'energia». Sostenuti dalle misure espansive di politica monetaria messo in atto dalla banca centrale europea e dall'atteso recupero dell'economia, «i tassi di inflazione dovrebbero aumentare poi ulteriormente nel 2017 e nel 2018».

Il super QE potrebbe proseguire oltre marzo 2017
Per sostenere la ripresa dei tassi, la BCE sta portando avanti il suo piano di acquisto di titoli governativi e societari. Il Consiglio direttivo ha confermato l'intenzione di condurre gli acquisti mensili di attività, per 80 miliardi di euro, sino alla fine di marzo 2017, o anche oltre se necessario, e in ogni caso «finché non riscontrerà un aggiustamento durevole dell'evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione», scrive l'Eurotower. Francoforte non esclude neanche un allungamento del quantitative easing oltre marzo 2017, data fissata per la fine del super Qe, nel caso in cui non venisse raggiunto l'obiettivo prefissato.

Migliorano le condizioni del mercato del lavoro
Ma, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, sarà probabile un rallentamento delle attività per evitare quanto più possibile il rischio di effetti collaterali. Veniamo ora al mercato del lavoro. Secondo la BCE, nell'Eurozona la dinamica del lavoro sta migliorando gradualmente. Nel primo trimestre del 2016. infatti, l'occupazione è aumentata di un ulteriore 0,3% sul periodo precedente. Nel complesso, l'occupazione è stata superiore dell'1,4% rispetto all'anno prima, il maggior rialzo annuale osservato dal primo trimestre del 2008. Ma resta irrisolto il problema dei disoccupati di lunga durata.

La copertura dei contratti collettivi è più alta della media UE
Per quanto riguarda invece gli occupati, l'Italia è tra i paesi più virtuosi perché la copertura dei lavoratori con un contratto collettivo nazionale è di gran lunga superiore alla media Ue. Nel Belpaese sono il 99% contro il 73,4% della media dei paesi dell'Eurozona. Gli altri paesi che presentano livelli di copertura elevati (sopra il 90%) sono la Spagna (96,3%), il Belgio e la Francia (94,4%). In Germania si viaggia al 48,3%. Mentre la copertura più bassa è quella irlandese che registra un 6,9%. E per quanto riguarda la percentuale di imprese con contratto collettivo, la media dell'Eurozona è pari al 28,9%. In Germania è pari al 16,1%, in Spagna al 31%, in Francia al 28,9% e in Italia al 60,4%.

L'Italia in fondo alla classifica per la qualità delle sue istituzioni
Molto diverso è il discorso per quanto riguarda la qualità delle istituzioni. Secondo il bollettino della BCE, quasi tutti i paesi dell'area dell'euro presentano istituzioni di qualità inferiore rispetto ai paesi dell'Ocse con i risultati migliori (Finlandia, Nuova Zelanda e Svizzera, Ndr), sebbene esista una notevole eterogeneità fra di essi. Nell'analisi della Bce, come proxy della qualità istituzionale sono utilizzati i quattro indicatori di governance elaborati dalla Banca mondiale: efficacia delle amministrazioni pubbliche, qualità del quadro regolatorio, stato di diritto e contrasto alla corruzione.

Le conseguenze sul mercato del lavoro e sui servizi per i cittadini
L'indicatore di qualità istituzionale varia ampiamente fra i paesi dell'area, considerando che la Finlandia è alla frontiera in termini di solidità istituzionale, alcuni paesi (come Lussemburgo e Paesi Bassi) sono quasi in linea con i risultati migliori dell'Ocse, mentre altri (come Grecia e Italia) sono prossimi ai paesi dell'Ocse con i risultati peggiori. Nei paesi dove la qualità delle istituzioni è mediamente inferiore, anche la qualità della regolamentazione dei mercati del lavoro e dei beni e servizi tende a essere di qualità inferiore alla media. Questa stretta relazione potrebbe riflettere, fra l'altro, il fatto che, «in presenza di istituzioni solide, è più probabile che le società e i legislatori superino gli interessi di parte e pongano in atto le riforme che favoriscono la maggioranza dei cittadini», è scritto nel Bollettino della BCE.