25 ottobre 2020
Aggiornato 05:30
L'audizione alla Camera

La speranza di Romano Prodi: «Se facciamo presto con misure economiche tragedia limitata»

L'ex Premier e ex Presidente della Commissione europea: «La grande strategia di salvezza del paese è un grande piano fiscale che tocchi il problema del contante»

Romano Prodi
Romano Prodi ANSA

«La velocità con cui noi mettiamo in atto le misure prese è essenziale. Nelle ultime settimane sono uscite delle previsioni pessimistiche a livello di diluvio universale. Non sono ottimista ma cerco di essere il meno tragico nelle mie previsioni». Lo ha detto l'ex premier ed ex presidente della Commissione europea, Romano Prodi, in audizione nella commissione Politiche dell'Unione europea della Camera.

«Se non ci saranno nuove ricadute le misure di politica economica messe già in atto nel mondo sono di una dimensione e natura tale che veramente non hanno precedenti. Per cui, se facciamo presto possiamo anche fare in modo che la tragedia sia 'limitata'», ha concluso.

«Nuova UE non sia sottoposta a umori franco-tedeschi»

«Noi dobbiamo entrare nel gioco e fare in modo che il nuovo schieramento sia stabile e non sottoposto agli umori franco-tedeschi», «nella politica economica abbiamo avuto la Francia alleata ed è stato importante perchè la Germania aderisse a qualcosa di cui non doveva assolutamente sapere».

«I rapporti di forza nuovi ci danno prospettive diverse» ed è «molto importante un cambiamento nella gestione del bilancio europeo», «finalmente la Germania ha capito che il suo sistema produttivo è indissolubilmente legato con l'Europa», ha concluso Prodi.

«Frugalità molto mescolata con interesse»

«La definizione Paesi frugali è curiosa, perché sono i paesi con più alto indebitamento delle famiglie, non so dove abbiano trovato questa definizione», inoltre «il leader dei paesi frugali è l'Olanda che ha interesse a un fisco poco armonizzato, ecco, la frugalità è molto mescolata con l'interesse e con l'interesse nazionale».

«UE? Grande ostacolo è quello fiscale»

«Commissione e Consiglio Ue devono lavorare insieme ma sono animali diversi. Nel Consiglio gli animali più grandi prevalgono, c'è la rappresentazione degli interessi nazionali, la Commissione è un organismo sovranazionale».

«Il grande ostacolo è quello fiscale, ci sono interessi talmente forti in alcuni paesi che toccare questo...», ha aggiunto Prodi osservando «che le disparità fiscali sono nell'interesse di alcuni Stati europei e nell'interesse di chi vuole che rimangano».

«C'è il dispiacere per la Brexit ma questo salto (in Ue, ndr) con la Gran Bretagna dentro non si sarebbe potuto fare».

«Italia si salva con piano fiscale»

«La grande strategia di salvezza del paese è un grande piano fiscale che tocchi il problema del contante, finchè non arriviamo a portare la nostra evasione fiscale a livello degli altri paesi Ue, non pretendo la santità globale, non risolveremo i nostri problemi e non arriveremo ad avere una tassazione giusta».