17 luglio 2019
Aggiornato 08:00

Nasce l’Ital-Milan, il sogno di Berlusconi prende forma

L’obiettivo dichiarato del presidente rossonero, tornare a vincere con un Milan italiano, comincia a concretizzarsi. Sono tanti gli azzurrabili nella rosa milanista e già oggi Mihajlovic potrebbe schierare una squadra “all italians" di assoluto valore. I tifosi rossoneri apprezzano e Antonio Conte applaude.

MILANO - «Il Milan del futuro sarà giovane, italiano e costruito possibilmente con i ragazzi del nostro vivaio». Era il mese febbraio, in piena epopea inzaghiana, il Milan arrancava nelle zone medio-basse della classifica e il diktat di Silvio Berlusconi appariva come una sorta di proclama irrealizzabile lanciato giusto per quietare gli animi degli irrequieti tifosi rossoneri. 

Fondamentale l’avvento di Mr. Bee
Da allora sono cambiate tante cose. Innanzitutto è entrato nel mondo Milan un uomo d’affari proveniente dall’altra parte del mondo, Bee Taechaubol, che ha riportato ad Arcore entusiasmo, voglia di vincere, progetti di rilancio ed anche tanti milioni (ben 485 che entro una settimana finiranno nelle casse della Fininvest dopo il closing che sancirà il passaggio del 48% del pacchetto azionario del Milan ad una cordata cino-thailandese guidata appunto da Mr. Bee). 

Da Inzaghi a Mihajlovic
La seconda fondamentale novità riguarda la panchina. Al termine di una stagione disastrosa, umiliante, mortificante per i colori rossoneri, Filippo Inzaghi è stato esonerato e al suo posto è arrivato Sinisa Mihajlovic, il sergente di ferro, con i suoi metodi ruvidi e la sua intransigenza nei confronti del lassismo e della pigrizia alla quale ormai i calciatori milanisti sembravano avvezzi.
E insieme al tecnico serbo sono arrivati al Milan tanti azzurri pronti per la Nazionale di Antonio Conte: Alessio Romagnoli, Andrea Bertolacci e perfino il figliuol prodigo Mario Balotelli. 

Tra le big è il Milan la squadra con più italiani
Oggi il Milan figura tra le squadre con il maggior numero di italiani in campo. A Udine, nell’ultima vittoria strappata con le unghie e con i denti dai rossoneri contro i friulani di mister Colantuono, gli azzurri schierati dal primo minuto erano ben 6 (Calabria, Romagnoli, De Sciglio, Montolivo, Bonaventura e Balotelli). Se pensiamo che la Juventus campione d’Italia, apprezzata e riconosciuta per il suo importante nucleo indigeno, nell’ultima giornata ne ha schierati 4 (Bonucci, Barzagli, Sturaro e Zaza), la Roma 3 (De Sanctis, Florenzi e De Rossi), il Napoli 2 (Valdifiori e Insigne), e per finire l’Inter capoclassifica appena 1 (il solitario Santon), i numeri del Milan in chiave Nazionale assumono ancora maggior rilevanza.

Solo 3 stranieri indispensabili nel Milan
Se a questo aggiungiamo il fatto che a Milanello, sparsi tra panchina, infermeria e sale di riabilitazione, ci sono anche altri potenziali titolari tra cui, Abbiati, Bertolacci, Abate, Poli, Antonelli e Cerci, solo per citarne qualcuno, ecco che l’immagine di un Milan tutto italiano, appena abbozzata da Silvio Berlusconi circa 7 mesi fa, assume improvvisamente colore, forma e sostanza.
Oggi risulta ancora difficile pensare ad una formazione rossonera senza stranieri, considerando l’indispensabilità di Diego Lopez, del difensore centrale Zapata e di bomber Bacca, ma con questi soli tre innesti il Milan potrebbe schierare una squadra composta per 8/11 da calciatori italiani: il portiere spagnolo tra i pali; in difesa De Sciglio, Antonelli e Romagnoli, oltre a Zapata (con innesti preziosi dalla panchina quali Abate e Calabria); Montolivo, Bonaventura, Poli e Bertolacci a coprire i quattro estremi del rombo di centrocampo tutto azzurro; e per finire Balotelli accanto al centravanti colombiano.

E c’è anche un ottimo Milan tutto italiano
E forzando un po’ la mano, con l’inserimento dell’esperto ma sempre sicuro Abbiati in porta, De Sciglio spostato al centro a garantire l’inserimento di uno tra Abate e Calabria sulla fascia e Alessio Cerci a fare coppia d’attacco con Balotelli, ecco pronta una squadra interamente italiana che non avrebbe difficoltà a classificarsi tra le prime 7-8 del campionato di serie A.
La cosa che sta dando maggiori soddisfazioni alla dirigenza milanista è che il popolo rossonero sembra apprezzare particolarmente questa svolta italica della squadra, in evidente contrapposizione all’anima «Internazionale» dei dirimpettai di Naviglio.
E mentre Berlusconi gongola e la tifoseria rossonera applaude, Antonio Conte si frega le mani. Finalmente una società pronta a supportare il lavoro del ct nella costruzione di una Nazionale italiana sempre più forte. Se tutte le squadre agissero come il Milan…